Raccolta stagionale e nuovi schiavi: a processo il ‘re delle angurie’
venerdì 12 ottobre 2012
Corsa contro il tempo per non far scadere i termini del procedimento. Tra i capi d’accusa, anche la riduzione in schiavitù.

Favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e permanenza in stato di irregolarità sul territorio nazionale, intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, estorsione ed anche riduzione in schiavitù. Questi i capi di accusa che pendono sulla testa del ‘re delle angurie’, Pantaleo Latino, secondo l’accusa responsabile dello sfruttamento dei lavoratori immigrati durante la stagionale raccolta delle angurie nel triangolo tra Nardò, Galatone e Collemeto. Chiusa ad agosto la fase delle indagini preliminari, comincia adesso la corsa contro il tempo per impedire che il processo si chiuda con un nulla di fatto a causa della decorrenza dei termini di custodia cautelare. Finora gli indagati, 16 tra cui 7 italiani e 9 caporali immigrati, non hanno presentato nessuna memoria difensiva, tanto che il sostituto procuratore titolare dell’indagine, Elsa Valeria Mignone, ha notificato a tutti l’avviso di garanzia.

Entra nel vivo a questo punto la fase istruttoria di un procedimento importante non solo sul piano della giurisprudenza ma anche sul piano culturale. Quella che era considerata una ‘normale’ pratica lavorativa, in uso da decenni, è stata finalmente vista in tutta la sua tragica realtà di sfruttamento. Il merito di questo va soprattutto ai coraggiosi migranti che, esasperati dalle incredibili condizioni di esistenza cui erano costretti, hanno trovato la forza di denunciare, attirando l’attenzione sul fenomeno.
Il primo passo importante, proprio quest’estate, è stato il provvedimento del Consiglio dei Ministri, che ha dichiarato ufficialmente il caporalato un reato, approvando in via definitiva il decreto legislativo nei confronti dei datori di lavoro che ‘impiegano. migranti irregolari. In questo modo – con il via libera delle Commmissioni di Camera e Senato, a larga maggioranza, mentre la Lega ha votato contro – l’Italia si è allineata alla normativa europea in vigore, dopo anni di denunce dei sindacati e delle associazioni.

Oltre a Pantaleo Latino, gli altri indagati italiani sono Marcello Corvo, Livio Mandolfo, Corrado Manfredo, Giuseppe Mariano, Salvatore Pano e Giovanni Petrelli.


m.p.