Voto di scambio: parola alla Magistratura
giovedì 11 ottobre 2012
La Federazione della sinistra stamattina ha depositato un esposto in Procura.

Detto, fatto. L’appello, rimbalzato dai media alla società civile, per un coinvolgimento della magistratura sul caso di compravendita di voti svelato da un servizio di Telerama, è stato raccolto dalla Federazione della Sinistra, che stamattina ha depositato in Procura un esposto ad hoc. A questo punto spetterà alla magistratura vederci chiaro ed accertare la verità dei fatti e le responsabilità del caso.

Quella che finora era ‘solo’ una vox populi -  con il relativo portato di verità – sta per diventare un’inchiesta. Sarà l’onda del momento che scuote l’Italia da Nord a Sud, sta di fatto che questa storia rischia di togliere il sonno a qualcuno. L’ombra del sospetto che aleggia sulle scorse elezioni, certo non fa bene al clima politico. In molti invocano un repulisti e puntano il dito. Farà bene a tutti passare dall’indefinito al definito.

Secondo quanto raccontato dalla signora, 120 euro e cinque buoni di benzina da 30 euro sarebbe stato il prezzo del voto.  Una rivelazione di enorme peso che è dettata più dalla disperazione e dalla paura di vedersi cacciati di casa, che dal senso civico. Sotto sfratto dallo Iacp, l’ente case popolari, si sono sentiti traditi due volte. "Ieri hanno comprato il nostro voto e oggi vogliono sbatterci fuori", ha infatti dichiarato ai microfoni dei colleghi di Telerama la signora.

"Tutto quanto dichiarato dai due coniugi, se corrispondente al vero”  scrivono nell'esposto Daniele Ianne, Comunisti italiani, e Roberta Forte, Rifondazione comunista “oltre a costituire un inaccettabile comportamento vessatorio e ricattatorio nei confronti di cittadini che si trovano in oggettive difficoltà, configurerebbe sul piano giuridico la violazione di norme di ordine pubblico e comporterebbe la consumazione di reati perseguibili d'ufficio dell'autorità giudiziaria che dovesse venirne a conoscenza".
m.p.