ATO LE/1: 30 milioni di debiti. Un macigno sull'emergenza rifiuti
sabato 22 settembre 2012

Una nuova e pesantissima tegola si abbatte sulla già manifesta emergenza rifiuti in Provincia di Lecce.


"La situazione del bacino d’utenza LE/1 non differisce in maniera sostanziale rispetto a quella degli altri due bacini, se non per l’entità complessiva dell’esposizione debitoria dei Comuni che, nel caso specifico, raggiunge l'impressionante cifra di 17,7 milioni di euro, a cui si aggiungono 16,7 milioni di euro di ulteriori crediti derivanti dalla revisione tariffaria basata sull’indice lSTAT".


A fornire questi dati è Gino Montinaro, il presidente del Cda della Ambiente e Sviluppo Scarl - la società che gestisce l'impianto di biostabilizzazione di Cavallino -, in una lettera indirizzata al prefetto, alla Provincia di Lecce, al sindaco di Cavallino ed ai sindaci dei Comuni del bacino LE/1.


Insomma, se la situazione in cui l'intera provincia di Lecce si era trovata  fino a ieri appariva drammatica, oggi, conoscendo l'entità dei debiti dell'ATO Lecce 1, potrebbe sembrare quasi irreversibile. Il solo Comune di Lecce, infatti, ha "un’esposizione debitoria quasi paragonabile a quella che tutti i Comuni dell’ATO LE/2 e LE/3 hanno attualmente con la società Progetto Ambiente". E non solo. La morosità di altri piccoli Comuni ha aggravato a tal punto lo stato delle cose che, senza un'intervento immediato e significativo, le conseguenze potrebbero essere gravissime.


I quasi 30 milioni di debiti dell'ATO Lecce 1 con la Ambiente e Sviluppo potrebbero, in poche parole, far chiudere le porte dell'impianto di Cavallino.


La tabella dei crediti della società rappresentata da Montinaro, aggiornata a lunedì scorso, mette in evidenza, fra gli altri, il Comune di Lecce con 6 milioni e 625mila euro di importi dovuti - che, con la transazione in corso, dovrebbero diventare 2 milioni e 378mila nel dicembre 2013 -, il Comune di Lizzanello con 1 milione e 731mila euro, la Servizi Pubblici Ambientali Spa di Campi e Trepuzzi con 1 milione e 710mila, la Monteco di Veglie e Leverano con 1 milione e 217mila, il Comune di Surbo con 902milq euro, il Comune di Salice Salentino con 647mila euro, la Cooperativa Medusa di Porto Cesareo con 1 milione e 126mila euro e il Comune di Melendugno con 357mila euro.


Quello che si chiede in maniera ufficiale e diretta è una "rapida inversione di tendenza"; sarà un passaggio realizzabile? L'intera provincia di Lecce, intanto, è sull'orlo baratro.

Andrea Gabellone