Diagnosi errata. A giudizio due medici dell'ospedale di Copertino
mercoledì 4 luglio 2012

Scambiarono una peritonite per una semplice ernia inguinale


Periodo amaro questo, per gli ospedali salentini. Dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto 11 medici del Vito Fazzi di Lecce, la Procura ha rinviato a giudizio 2 medici dell'ospedale di Copertino con l'accusa di omicidio colposo. La vicenda è nata nel febbraio 2011 quando Cosimo Melechi, un 73enne di Porto Cesareo, fu accompagnato dai familiari al nosocomio di Copertino per forti dolori addominali. Lì, gli fu diagnosticata un'ernia inguinale e fu poi rimandato a casa. Nel corso della notte, le sue condizioni di salute peggiorarono e la mattina seguente Melechi tornò in ospedale, dove gli fu invece diagnosticata una "peritonite conclamata da perforazione intestinale e shock settico irreversibile". I medici decisero di operarlo ma la morte sopraggiunse prima che l'intervento avesse inizio. I familiari sporsero denuncia, ricostruendo l'accaduto e, dopo un'autopsia, si stabilì che un intervento tempestivo avrebbe potuto evitare il decesso. Ora i due medici dovranno rispondere all'accusa di omicidio colposo.