Trivelle nel mare pugliese, deciderà la Corte di Giustizia Europea
venerdì 14 febbraio 2020
Il ricorso della Regione Puglia contro le concessioni rilasciate ad una società australiana passerà al vaglio della Corte Europea che dovrà stabilire se sono rispettate le norme Ue sulla concorrenza.

Il Consiglio di Stato, dopo l’appello proposto dalla Regione Puglia, ha rimesso la questione trivelle alla Corte di Giustizia Europea per stabilire se si possono rilasciare ad uno stesso soggetto più permessi di ricerca per aree contigue e se questo non crei conflitto con le norme europee sulla concorrenza.

La vicenda si riferisce ad una serie di autorizzazioni rilasciate dal ministero dello Sviluppo economico e dal ministero dell’Ambiente italiano alla Global Petroleum Limited su alcune aree dl mare Adriatio meridionale, in corrispondenza con le coste pugliesi. La Corte di Giustizia dell’Unione europea dovrà stabilire se sia compatibile con la direttiva europea in materia di concorrenza la legislazione italiana “che, da un lato individua come ottimale ai fini del rilascio di un permesso di ricerca di idrocarburi un’area di una data estensione, concessa per un periodo di tempo determinato - nella specie un’area di 750 chilometri quadrati per sei anni- e dall’altro lato consente di superare tali limiti con il rilascio di più permessi di ricerca contigui allo stesso soggetto, purché rilasciati all’esito di distinti procedimenti amministrativi”.

Nel suo ricorso la Regione Puglia sostiene che la società abbia presentato quattro diverse domande per un totale di quasi 3.000 kmq, per aggirare la norma italiana che vieta di effettuare ricerche in aree superiori ai 750 kmq, andando a contrastare le norme europee sulla libera concorrenza.

Soddisfatto il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano: "Ci hanno chiamato visionari, ribelli, utopisti quando dalla Puglia, soli contro tutti, abbiamo portato avanti la battaglia contro le trivelle per difendere il nostro mare.
Hanno provato prima a minimizzare il problema e poi a convincerci che da soli contro i poteri forti, quelli economici delle lobbies e quelli politici dei vertici di partito e di governo, non ce l'avremmo fatta, che non ne valeva la pena, che mi sarei fatto male e che sarebbe stato tutto inutile.

Non li ho ascoltati e abbiamo continuato a lottare a mani nude, lungo la via della giustizia, l'unica possibile per quanto complessa. E oggi l’emozione è grande".