Chiusura punti nascita, interviene D'Antini
mercoledì 13 giugno 2012
“È sorprendente che sulla chiusura dei punti nascita sia siano valutati i numeri del passato, mentre non si sia fatto ricorso ai moderni strumenti di indagine sociale per prevenire e organizzare il futuro”. Così, l'assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Lecce Filomena D'Antini Solero ha espresso tutta la sua preoccupazione per la chiusura dei punti nascita nel Salento, frutto del riordino ospedaliero regionale. “Inoltre, - ha proseguito D'Antini Solero - non si è tenuto conto dei servizi essenziali e complementari al servizio nascita già presenti in alcuni territori. Si doveva guardare avanti e non indietro nel momento stesso in cui si pensava ad un riordino o comunque ad una riprogrammazione. Si è scelto, invece, di operare per il futuro avendo tra le mani la fotografia del passato, di ciò che è stato, di ciò che si è verificato in un particolare momento storico e che non è detto si ripeta più avanti. Abbiamo a disposizione istituzioni, uffici, professionalità e dati che scandagliano il Salento che verrà, la famiglia del prossimo futuro, le scelte dei coniugi e delle donne in materia di maternità e genitorialità. Si è deciso, invece, di trascurare queste conoscenze, riservandosi il solo potere di tagli autoreferenziali che hanno letteralmente depotenziato interi territori”.
Grande attenzione ha dedicato, poi, alla zona che si trova tra Casarano e Gallipoli, che, secondo l'assessore, sarebbero particolarmente danneggiate dalla risoluzione regionale: “Il danno subito al momento dall’area compresa tra Casarano e Gallipoli – area tra le più popolose del territorio non solo per numero di abitanti ma anche per presenze nel periodo estivo - in termini di punti nascita rappresenta a tutti gli effetti un buco assistenziale e sanitario sul quale si deve immediatamente intervenire per ristorare da un lato le comunità depauperate e per evitare, dall’altre, che gli altri punti nascita del Salento vengano oberati in maniera tale che corrano il rischio di rispondere inadeguatamente alle richieste dei cittadini”.