Il ministro della Salute regala una nuova speranza alla Puglia 
sabato 23 novembre 2019
Ci sono i soldi per smettere di richiamare i pensionati a lavoro: basta con i tetti di spesa sulla pelle dei più deboli. È necessario garantire una buona sanità anche ai meno abbienti”. Il ministro Roberto Speranza giura di poter invertire la rotta e di poter garantire i percorsi di specializzazione a tutti i giovani medici. “Sono allo studio nuovi provvedimenti in questo senso ci sono molte risorse a disposizione: abbiamo messo due miliardi in più nel fondo sanitario e due miliardi per la tecnologia”. L’allarme “pensionati a lavoro al posto dei giovani” lo abbiamo lanciato con un’intervista al presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi, oggi c’è una speranza in più di risolvere il problema. 

Nel pomeriggio, all’Hilton Garden Inn di Lecce, è intervenuto il ministro Roberto Speranza, per presentare insieme al consigliere regionale Ernesto Abaterusso il libro “Una sola passione. Storie di politica al sud”, scritto dal politico pugliese. In questo lavoro vengono ricordate lotte, storie e grandi personaggi: ci sono citazioni dei protagonisti di quella generazione politica da cui abbiamo ereditato l’articolo 32 della Costituzione, che garantisce la tutela della salute di tutti. 

All’incontro con l’autore, organizzato e promosso dal Gruppo consiliare LeU/I Progressisti, è intervenuto il Ministro della Salute Roberto Speranza, in qualità di autore della prefazione. Il ministro ricorda che l’idea di sanità della sinistra è un’idea che guarda agli ultimi: l’obiettivo è garantire a tutti gli stessi standard di qualità ed efficienza, senza distanze tra nord e sud, tra abbienti e non abbienti. “È una strada lunga che, però, stiamo cominciando a fare - afferma Speranza - garantendo tecnologie, personale e strutture di livello avanzato a tutti. Essere di sinistra significa difendere la sanità pubblica: garantire a tutti le cure idonee”. Il ministro lancia l’appello a Teresa Bellanova per non rompere la squadra di centrosinistra in Puglia: “Non dobbiamo fare un favore a Salvini. Anche i renziani devono correre uniti con noi qui in Puglia. Ci vuole un progetto di sinistra anche per la sanità pugliese. I cittadini pugliesi non pagheranno più i dieci euro che c’erano sui super ticket”. 

I PROVVEDIMENTI DELLA SANITÀ, INTERVISTA AL MINISTRO ROBERTO SPERANZA 

Ministro, il presidente dell’Ordine dei Medici, Donato De Giorgi, ha lanciato l’allarme: stiamo facendo tornare i pensionati negli ospedali perché mancano medici. Come sta intervenendo il governo per risolvere questo problema? 

“Stiamo lavorando a soluzioni concrete: intanto mettiamo più risorse nel fondo sanitario nazionale. Una parte significativa di queste risorse sarà impiegata per il personale. Abbiamo messo due miliardi in più sulla sanità e due sull’edilizia sanitaria e sull’ammodernamento tecnologico  e abbiamo  abolito i super ticket”.

State mandando in cantina il vecchio modello dei tetti di spesa in sanità? 

“Io sono per il superamento di questi vecchi modelli. Investiremo sempre di più nelle borse di specializzazione. Bisogna superare la precarietà che c’è stata in questi anni nella sanità. Ho fatto una proposta per superare la precarietà e penso che con queste idee si possa dare una risposta efficace. Abbiamo un servizio sanitario nazionale importante: una pietra preziosa che ci è stata lasciata dai nostri genitori”. 

Cosa si può fare per smaltire le liste d’attesa?

“In bilancio ci sono 235 milioni di euro per strumentazione di primo livello negli studi dei medici di medicina generale. Rafforziamo il territorio: gli studi dei medici di base diventeranno un presidio importante”. 

Il premier Conte è disponibile a seguire la sua linea di maggiori investimenti in sanità per personale e Regioni?

“Assolutamente sì. Basta leggere l’ultima manovra: 2 miliardi in più sul fondo sanitario, 2 miliardi in più sull’edilizia sanitaria, abolizione dei super ticket, soldi per acquistare macchinari diagnostici per i medici di base. Credo che l’investimento sul comparto salute non sia stato mai così significativo come in questa manovra di bilancio”.

Gaetano Gorgoni