Il disturbo narcisistico di personalità rende violenti e instabili 
venerdì 22 novembre 2019
L’incapacità di “mentalizzare” gli stati d’animo emotivi dell’altra persona è un disturbo mentale molto serio. Non vengono riconosciuti gli altri, che diventano un’estensione del proprio sé. Si verifica una mancanza di empatia e riconoscimento altrui. “L’altro scompare e non si sentono le emozioni: si può diventare aggressivi e violenti nei casi più gravi” - spiega lo psicoterapeuta Antonio Di Gioia. Il disturbo narcisistico di personalità può riguardare anche persone di grande successo. 

Oggi parliamo di un disturbo che può essere caratterizzato da idee di grandiosità, un costante bisogno di ammirazione e mancanza di empatia. Il narcisista ha un atteggiamento di superiorità e tende a non prendersi mai la responsabilità delle proprie azioni. I soggetti con questi problemi non si mettono mai in discussione e rifiutano ogni critica. Ciononostante il narcisista può sentirsi stimolato positivamente da una situazione competitiva: vuole essere il migliore degli altri, soprattutto agli occhi degli altri. L’obiettivo è affermare la propria superiorità. Le persone con evidenti disturbi di personalità di rivolgono allo psicoterapeuta solo quando accade un ‘incidente’ di percorso nella loro vita: gravi problemi finanziari, la perdita della relazione con il partner o i figli e altri gravi guai. I narcisisti sono impulsivi e instabili. Il disturbo narcisistico di personalità, a lungo andare, danneggia la vita professionale, sociale e affettiva delle persone che ne soffrono: il narcisista, quando perde, fallisce o viene criticato può reagire con rabbia o vergogna. È in queste occasioni che cerca l’aiuto di un professionista. Quando l’idea grandiosa che hanno di loro stessi viene scalfita, i narcisisti possono andare incontro a depressioni e altre problematiche. 


CAUSE 

Questo problema interessa l’1% della popolazione nella fase più grave, ma una percentuale più estesa nelle fasi più impercettibili. Le cause sono molteplici, di natura ambientale e familiare. Il ruolo dei genitori è ancora una volta fondamentale: l’immagine di grandezza del proprio ego potrebbe proprio essere trasferita dal padre o dalla madre al figlio. Secondo altri studiosi, invece, può dipendere da insicurezze e bassa autostima trasferita dai genitori: il narcisista in questo modo matura una paura di fidarsi degli altri. Tra le cause anche iperprotettività, oppure indifferenza dei genitori verso il proprio piccolo e persino offese e umiliazioni subite da piccoli. 


DIAGNOSI 

Per capire se è presente il disturbo bisogna concentrarsi sulla visione che il soggetto con disturbo narcisistico di personalità ha di se stesso: i pazienti si considerano difettati, vulnerabili all’abuso, al tradimento, alla trascuratezza. La visione degli altri è inesistente, non si fidano di nessuno. Inoltre esistono delle credenze intermedie: “devo chiedere quello di cui ho bisogno”, “devo rispondere quando mi sento attaccato”, “lo devo fare perché devo sentirmi meglio”, “se sono solo, non sarò in grado di affrontare la situazione”, “se mi fido di qualcuno, questi prima o poi mi abbandonerà o abuserà e starò male”, “se i miei sentimenti sono ignorati o trascurati, perderò il controllo”. Il narcisista mette in atto una serie di strategie: sottomettersi, alternare l’inibizione con una protesta drammatica, punire gli altri, espellere la tensione con azioni autolesive.

I sintomi sono chiari: idee grandiose di sé e del proprio talento, fantasie di successo illimitato, potere, fascino, bellezza o amore ideale; convincersi di non essere sufficientemente apprezzati e riconosciuti nel valore; senso di vuoto e apatia nonostante eventuali successi; bisogno eccessivo di essere ammirati; tendenza allo sfruttamento degli altri; assenza di empatia e quindi incapacità a riconoscere e identificarsi con i sentimenti e i bisogni degli altri; sentimento di disprezzo, vergona o invidia e atteggiamenti arroganti e presuntuosi.


INTERVISTA AL PRESIDENTE DELL’ORDINE DEGLI PSICOLOGI PUGLIA, ANTONIO DI GIOIA 

Presidente, il disturbo narcisistico di personalità può essere curato da uno psicoterapeuta o è sempre necessario l’intervento dello psichiatra? 


“Dipende dalla gravità di questo disturbo. Spesso è necessario un approccio multidisciplinare con lo psichiatra”.

Come facciamo a capire che si tratta di un disturbo o del normale narcisismo che caratterizza un po’ tutti? 


“È sempre necessaria una valutazione in base a una serie di indicatori e parametri del Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, noto anche con la sigla DSM - 5 derivante dall'originario titolo dell'edizione statunitense Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders. Ci sono delle linee guida chiare”. 

Il sintomo principale è la mancanza di empatia, il vedere gli altri come estensione del proprio sé, come se fossero solo dei mezzi? 

“Sì, l’altro diventa solo un mezzo, l’estensione del proprio sé. L’altro è visto solo per confermare se stesso”.  


Oggi si sta parlando dell’omicidio del piccolo Loris Stival: la Cassazione  conferma la condanna a 30 anni per la madre. Qualche esperto pensa che la madre fosse affetta dal disturbo narcisistico della personalità, ma davvero nei casi gravi si può arrivare a uccidere con freddezza e a occultare il cadavere del proprio figlio? 


“Certi eventi possono essere il risultato di qualcosa che non si può limitare a una singola etichetta diagnostica. Sicuramente dietro c’è una profonda sofferenza. Si può parlare di una persona lasciata da sola in uno stato di profonda depressione”. 


È vero che ci possono essere persone di grande successo con disturbo narcisistico della personalità? È vero che non riguarda solo le persone isolate e marginalizzate?


“È un disturbo che può riguardare chi viene isolato e affastella una serie di insuccessi nella propria vita, ma anche chi ha un grande successo. Tutto dipende da determinate condizioni ambientali e sociali. C’è chi ha un forte disturbo, ma raggiunge grandi vette nella società. Ci sono persone di successo che però non riescono a vedere gli altri: vedono solo se stessi. Gli altri servono solo a confermare se stesso”. 

Quindi ci sono grandi narcisisti di successo, che però hanno problemi relazionali nelle loro famiglie, vero? 

“Sicuramente. Con i familiari la situazione peggiora”.

A cosa porta questo disturbo quando si aggrava? 

“Aggressività e violenza, perché non si riesce a percepire quello che prova l’altro. Non si percepisce il danno che si fa all’altro”.

Le emozioni spariscono, non si sentono più? Si sente solo piacere fisico...


“Non si sente più nulla! Si vive anestetizzati. Non si percepisce quello che prova l’altro. Non viene riconosciuta l’alterità. Si sente solo il proprio soddisfacimento materiale. Tutto è finalizzato al piacere, ma si fa confusione tra piacere e dolore”. 

Ci possono essere tratti sadici?

“Sicuramente sì, quando non si percepisce il dolore dell’altro, si può provare piacere nel fare del male”. 

Gaetano Gorgoni