Ginocchio valgo e rischi artrosici, le operazioni per ottenere le gambe dritte 
mercoledì 9 ottobre 2019

 Il ginocchio valgo, le cosiddette gambe a x, possono essere la causa di tutta una serie di problemi strutturali, che generano fenomeni artrosici precoci. Si può intervenire intorno ai dieci anni con un’operazione poco invasiva, altrimenti c’è una seconda opzione più impattante. Il dott. Pierluigi Maglione, dell’Unità Operativa di Ortopedia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, è uno dei medici più esperti in questo campo: nell’intervista di oggi ci spiega come, se e quando operare il ginocchio valgo. 

Il ginocchio valgo, le gambe a x,  sono dovute al mancato allineamento fisiologico tra femore e tibia. La chirurgia ha fatto passi da gigante: il metodo mini-invasivo consente di riallineare le ginocchia vare o valghe utilizzando un sistema di placca e viti che interrompe temporaneamente la crescita da un lato della tibia o del femore, mentre l'altro continua a crescere. L’arto in questo modo si raddrizza. Raggiunto l’obiettivo della correzione, dopo qualche mese, si asporta la placca e l'arto rimane corretto. Stessa soluzione da applicare al varismo femoro-tibiale. Il problema è che bisogna accertarsi che il paziente abbia terminato la crescita ossea, affinché non sia bloccata. Quando non si interviene subito, però, è necessaria la chirurgia più invasiva: osteotomie femorali o tibiali.

L’esperto del Bambino Gesù ci spiega che il ginocchio valgo non dev’essere sottovalutato: bisogna approfondire e, se necessario, intervenire per evitare il rischio di un’artrosi precoce. 

Nell’intervista al dottor Maglione chiariamo tutti i dubbi su questo argomento, che interessa tanti genitori. 

INTERVISTA AL DOTTOR PIERLUIGI MAGLIONE, UNITÀ OPERATIVA ORTOPEDICA DEL BAMBINO GESÙ 

Dottore, perché il ginocchio valgo può diventare un problema, che non è solo estetico? 

“Questo tipo di problema può generare un disturbo della deambulazione, soprattutto per chi pratica attività sportive. Causa una cattiva coordinazione del passo e della corsa e questo crea non pochi problemi. A lungo andare, nell’età adulta, può generare fenomeni artrosici precoci”. 

Dunque, il “valgismo” può essere pericoloso? 

“L’asse del ginocchio è uno: sia valgismo che varismo, nei casi più accentuati, possono favorire la comparsa di fenomeni artrosici precoci”. 

Dietro questa deformazione si può nascondere il rachitismo? 

“Più per il ginocchio varo, cioè le gambe aperte all’esterno e non a x”. 

Quale tipo di problematica di può celare dietro al ginocchio valgo? 

“Molto spesso il ginocchio valgo marcato si associa all’obesità”. 

Quali strade abbiamo per correggere il ginocchio valgo? 

“Ci sono due principali strade, che qui al Bambino Gesù percorriamo: la prima attraverso una placchetta applicata in epoca di sviluppo, tra gli 11 e i 12 anni (si chiama epifisiodesi mediale). Questo è l’intervento che si tenta di fare sempre, perché è più soft. La placchettina viene inserita nel lato interno del ginocchio per una correzione progressiva del valgismo e il recupero post operatorio è velocissimo. Diverso è il caso delle deformità che non sono state corrette nei tempi giusti. In questo caso c’è la possibilità di un secondo tipo di operazione, che si pratica a fine crescita, quando non si è intervenuti subito: è l’osteotomia correttiva. Qui c’è un recupero post operatorio più lungo e più pesante. Io mi occupo direttamente di queste due operazioni”. 

Quando il ginocchio valgo del nostro piccolo deve cominciare a preoccuparci? 

“Quando il bambino è molto piccolo il ginocchio valgo è normale. In età pediatrica, sotto i dieci anni, generalmente non si interviene in nessun modo. È bene tenere sotto controllo l’evoluzione. Certo, se ci troviamo di fronte a casi molto gravi di ginocchio valgo, allora conviene intervenire. Altrimenti, dopo i dieci anni, è necessario fare la radiografia scheletrica del bacino e degli arti inferiori sotto carico per quantificare il valgismo, stabilire il grado di maturità scheletrica e, se necessario, programmare la correzione chirurgica, che si può fare dagli 11 ai 13 anni. Noi, nella nostra struttura, seguiamo l’evoluzione nel tempo, attraverso una serie di parametri. Una volta fatte le radiografie, solo se necessario interveniamo”. 

Inutile preoccuparsi fino ai 6 anni?

“Certamente. Ad esempio, a 3 anni è fisiologico. Verso gli otto anni o i nove bisogna iniziare a monitorare il bambino”.

Prima si utilizzavano delle aste per la correzione...

“Si pensava di poter riallineare l’asse del ginocchio con plantari, tutori notturni e scarpe ortopediche, ma non hanno mai funzionato. Sono totalmente inefficaci: oggi sono metodi totalmente abbandonati”. 

Quindi inutile il plantare nei bambini molto piccoli...

“Non serve. Inoltre, sotto i tre anni è un po’ precoce anche per combattere il piede piatto. Per una corretta valutazione meglio attendere i 4-5 anni. Comunque il plantare non ha azione sul ginocchio valgo. Anche sul piede piatto c’è molta confusione: il plantare ha un’azione di compensazione. Il plantare non corregge il piede, dà solo un appoggio corretto al piede! Io faccio sempre l’esempio degli occhiali: con questo strumento si torna a vedere bene, ma il difetto non viene corretto. Non è che dopo tre anni di occhiali uno riacquisti la vista corretta: è lo stesso discorso del plantare. Il plantare accompagna il bambino nello sviluppo, se viene sviluppato bene o male l’arco plantare dipende da altro”.

Gaetano Gorgoni