Ad Otranto, Melendugno e Salve ritorna la tassa di soggiorno
sabato 2 giugno 2012
Odiata dagli operatori, la tassa garantisce una boccata d'aria alle Amministrazioni. Per ora sono solo tre i Comuni che l'hanno adottata, ma insieme coprono buona parte delle grandi spiagge salentine
 
Fino a 2 euro al giorno per soggiornare ad Otranto (nella foto) e nelle marine di Melendugno, 1,50 euro per le marine di Salve: è l’effetto dell’Imposta di soggiorno che i tre comuni salentini, per ora gli unici, hanno deciso di applicare anche per l’estate 2012. Odiata dagli albergatori e dagli operatori turistici, la tassa di soggiorno è un antidoto estivo alla penuria di risorse che affligge le casse comunali e come tale prende sempre più piede nelle località costiere italiane. La tassa scatta il 1° giugno nel territorio di Melendugno; a Salve e Otranto, invece, sarà applicata a partire dal 1° luglio e si protrarrà fino alla fine di settembre. Nel Comune idruntino, nel 2011, la tassa sui turisti ha portato un introito di circa 500mila euro: boccata d’ossigeno alla quale è difficile rinunciare. E infatti, il Comune guidato dal sindaco Cariddi ha difeso l’iter amministrativo per l’introduzione dell’imposta davanti al Tar che alla fine,  lo scorso 2 maggio, ha respinto i due ricorsi presentati da Confindustria, Confesercenti e da un gruppo di albergatori idruntini.  
La tassa prevede delle esenzioni per i bambini e gli anziani e non si applica per più di sette notti consecutive (cinque a Salve). Sono previste, inoltre, delle fasce di prezzo in base alla tipologia di soggiorno: tassa più cara per il pernotto in strutture a 4-5 stelle, tariffa base per chi soggiorna in ostelli o campeggi. Non sono esenti dalla tassa le case estive e le stanze affittate per il periodo estivo. Se scoperti, i trasgressori rischiano una multa di 500 euro. 
I proventi della tassa di soggiorno, secondo quanto stabilito dai singoli Comuni, sono destinati a finanziare opere e servizi per migliorare l’accoglienza ai turisti e per la manutenzione dei beni storici e naturalistici dell’area.  
 
Maria Grazia Maci 
 
(fonte: FREE Lecce)