Montagna: "La mia forza? La coalizione che mi ha sostenuto"
venerdì 25 maggio 2012
Vittoria netta quella del candidato del centrosinistra con il 55,03% dei consensi. E si sussurra che il vicesindaco sarà la capolista della Federazione della Sinistra, Roberta Forte
 
Ha vinto il dottore, ma lui continua a mantenere un profilo basso: com’è nel suo stile. Si dice emozionato, il neo sindacoCosimo Montagna (nella foto), che riporta il centrosinistra a Palazzo Orsini. Non ha conosciuto l’ansia dello spoglio, né al primo turno, né al ballottaggio. Al primo turno si è piazzato incontrastato al primo posto lasciando alle sue spalle il candidato sindaco della Casa delle Civiche, Carlo Gervasi, e il candidato del centrodestra, Antonio Pepe, che hanno lottato testa a testa sino all’ultima scheda. Al ballottaggio è finita con 6.635 voti per Montagna (pari al 55,03%) e 5.423 voti per Gervasi (pari al 44,97%). 
Intanto si sussurra che il vicesindaco sarà la capolista della Federazione della Sinistra, Roberta Forte: ancora una volta una donna a occupare la seconda carica istituzionale. Montagna è stato il collante della sua coalizione e ora si prepara ad essere l’uomo che riapre il dialogo con i Socialisti. Ma intanto chiede sobrietà per onorare la memoria di Melissa Bassi, la studentessa sedicenne deceduta nell’attentato all’Istituto “Morvillo Falcone” di Brindisi.
Che sapore ha una vittoria che si festeggia mentre si celebrano i funerali di Melissa Bassi? 
Un sapore amaro. Sono padre e comprendo il dolore di quei genitori. Ho chiesto agli amici e ai supporter sobrietà nei festeggiamenti e appena abbiamo avuto la certezza della vittoria abbiamo osservato un minuto di silenzio. C’è la gioia naturale per la vittoria, innegabile dopo tre mesi di una campagna elettorale che è stata molto impegnativa, ma non possiamo dimenticare che tutto coincide con il momento drammatico di un sabato funestato dall’attentato di Brindisi e dal terremoto in Emilia-Romagna. Sono andato a Brindisi sabato scorso proprio perché dobbiamo stringerci tutti attorno a quelle famiglie e alla città. 
Secondo il suo punto di vista, qual è stata la carta vincente in queste elezioni? 
Non ho dubbi: l’asso nella manica è stata la mia coalizione. Ci siamo presentati alla città coesi e in armonia, ma soprattutto capaci di far prevalere il gioco di squadra. Chiudendo la campagna elettorale a Noha un contadino mi ha detto che all’inizio della campagna elettorale non avrebbe scommesso sulla mia elezione e che invece a pochi giorni dal voto tutti mi davano per vincente. Evidentemente in questi due mesi abbiamo saputo spiegare il nostro programma elettorale e dimostrato che abbiamo imparato dagli errori del passato. In alcuni momenti mi sono anche preoccupato per l’assenza di conflitti nella coalizione (ride, ndr).
A dire il vero la lite l’avete rischiata quando nel ballottaggio lei ha incontrato i Socialisti.
Dopo il primo turno c’è stata la mia apertura alle forze politiche perché era evidente che partivamo dal 30% e dovevamo arrivare al 50%, ma non abbiamo fatto apparentamenti o accordi. In questo momento è esclusa qualsiasi possibilità di apertura gestionale ai socialisti, ma è evidente che il dialogo politico deve essere riaperto: è un’anomalia che i Socialisti non facciano parte dello schieramento di centrosinistra. È frutto di anni di mancato dialogo e di risentimenti che, spesso, sono di natura personale e non politica. Ora si apre una nuova fase politica e dalle ceneri può ricominciare un dialogo politico. 
Quanto hanno pesato le dichiarazioni con cui Sandra Antonica ha sfatato la “leggenda” di un suo appoggio a Gervasi? 
Non ho mai affrontato con Antonica questo problema perché ritenevo di fare un’offesa alla sua e alla mia intelligenza. Ha ritenuto di mettere fine a queste voci insistenti, ma non ho mai dubitato che fossero fondate. 
Chi le è stato più vicino dal momento in cui ha deciso di candidarsi?
Mio figlio Vincenzo che ha una passione per la politica e poi naturalmente mia moglie. La scelta di candidarmi non è stata facile perché dovrò fare grandi sacrifici per conciliare la professione con il ruolo di sindaco, ma ho sentito di dovermi fare carico di questa responsabilità e ora bisogna rimboccarsi le maniche.
E la Giunta?
Non possiamo indugiare troppo perché abbiamo già importanti scadenze da affrontare. Non ci sono ancora i nomi, ma il profilo sì: saranno competenti e non frutto di logiche squisitamente politiche.   
 
Maddalena Mongiò

 

(fonte: Belpaese)