Tiroide: i segnali del corpo che svelano il malfunzionamento
giovedì 11 luglio 2019

Il nodulo può essere impercettibile o si può toccare con mano, ma quando la ghiandola endocrina che garantisce il buon funzionamento del nostro organismo ha dei problemi ci sono segnali che dobbiamo imparare a interpretare. Ecco tutto quello che c’è da sapere per monitorare la nostra tiroide e intervenire in tempo. 

La tiroide è una ghiandola endocrina di piccole dimensioni, a forma di farfalla, che si trova nella parte anteriore del collo, sotto la laringe. Questo organo costituito da due lobi uniti da un ponte (istmo) pesa circa 20 grammi, ma ha un peso notevole nel garantire l’equilibrio del nostro organismo. La tiroide produce ormoni: triiodiotironina, tiroxina e calcitonina. Questa piccola ghiandola, dunque, controlla tutta una serie di funzioni del nostro corpo attraverso gli ormoni che produce, quindi influenza la respirazione, il battito cardiaco, la temperatura corporea, lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo. Stiamo parlando di un organo fondamentale per la crescita dei bambini, lo sviluppo degli adolescenti, che influenza anche il tono dell’umore, l’appetito, l’equilibrio lipidico e glicemico, metabolismo osseo ed energetico, il funzionamento muscolare e persino la funzione intestinale. È chiaro che quando questa “ghiandola del benessere” funziona male o poco tutto l’organismo ne risente. Il buon funzionamento della tiroide significa equilibrio psicofisico. Le problematiche legate alla tiroide riguardano un numero cospicuo d’italiani: 6 milioni secondo le stime del nostro Sistema Sanitario. Il 50-60 per cento della popolazione ha un nodulo alla tiroide di piccole dimensioni, mentre il 5 per cento ha un rigonfiamento palpabile all’esterno. Mai sottovalutare una patologia tiroidea: peso, ossa, capelli, pelle, cuore e sistema nervoso dipendono dall’azione di questa ghiandola produttrice di ormoni. 

I SEGNALI DA NON SOTTOVALUTARE 

Se abbiamo a cuore l’equilibrio del nostro organismo, non possiamo evitare di difendere la nostra tiroide lavorando anche sulla prevenzione. È necessario innanzitutto saper leggere alcuni segni e problemi. Se la tiroide funziona poco, parliamo di ipotiroidismo (che ha una base autoimmune, cioè alcuni anticorpi attaccano delle componenti della ghiandola): in questa condizione ci sentiamo stanchi, il peso aumenta, abbiamo difficoltà a concentrarci, sonnolenza, pelle pallida, secca e fredda, capelli opachi e fragili, unghie che crescono poco e sono deboli. Quando questa ghiandola endocrina funziona male, si verifica quello che noi chiamiamo ipertiroidismo: tachicardia, perdita di peso, disturbi del sonno, nervosismo, intolleranza al caldo, pelle arrossata, calda, umida, sudore profuso da mani e piedi, capelli sottili, che possono accadere, e unghie fragili che si spezzano. La tiroide infatti può produrre ormoni in eccesso: questo è un problema molto meno frequente. La produzione eccessiva di ormoni ha due principali cause: la sindrome di Basedow (sindrome autoimmune) e il gozzo nodulare tipico degli anziani. Chi vive in zone povere di iodio o è stato esposto a radiazioni dovrebbe fare controlli periodici. Le donne sono più soggette a malattie autoimmuni, inoltre gli estrogeni favoriscono l’eliminazione dello iodio dalle urine. In gravidanza la tiroide subisce un forte stress, perché aumentano gli estrogeni e c’è un’iperstimolazione della ghiandola a produrre ormoni. Un bimbo su tremila può nascere con ipotiroidismo, ecco perché si procede subito allo screening neonatale. 

COME PREVENIRE I PROBLEMI ALLA TIROIDE

Il sale iodato è un toccasana: lo consiglia la Società Italiana di Endocrinologia. Dunque, meglio dire addio al sale normale. Lo iodio, che si trova in quantità enormi nel mare, è un elemento indispensabile per dare vita agli ormoni tiroidei, che garantiscono il buon funzionamento del nostro corpo. Quando lo iodio manca, aumenta il volume della tiroide, si forma il cosiddetto gozzo e possono comparire noduli. Si stima che il 50-60% della popolazione abbia dei noduli soprattutto chi è nella fase della terza età. Naturalmente i noduli della tiroide sono frequenti, ma riscontrarli non significa sempre avere un problema grave: spesso sono innocui, soprattutto se sono inferiori ai 5 millimetri, quindi basta tenerli sotto osservazione. Anche i tumori benigni non sempre devono essere operati: spesso basta una “sorveglianza attiva”. In alcuni casi si scelgono strade diverse rispetto alla chirurgia, come il trattamento radiometabolico (si ingerisce iodio radioattivo). Per quanto riguarda la prevenzione è necessaria una dieta attenta, variegata e completa: è importante non solo il sale iodato, ma anche il selenio e la vitamina D. A tavola latticini, frutta secca, legumi, cereali, uova e pesce fanno bene alla tiroide. 

QUANDO OPERARE

In alcuni casi la chirurgia non è evitabile: citologia sospetta, dislocazione e compressione tracheale, disagio estetico, difficoltà a deglutire, alterazione della voce, progressivo aumento volumetrico e mancata risposta farmacologica possono spingere lo specialista a consigliarci un intervento. Anselmo Orlandini, responsabile del Centro Tiroide Ospedale di Galliera di Genova, spiega che di fronte a tutte le situazioni su esposte, ma soprattutto quando viene riscontrata una neoplasia, il ricorso all’intervento chirurgico è d’obbligo. “Ci sono dei momenti obbligatori e alcuni facoltativi, come quando si tratta solo di problemi estetici. Esistono tecniche mininvasive: c’è la chirurgia tiroidea  video-assistita, con tutta una serie di tecnologie (bisturi ad ultrasuoni e a radiofrequenza) che diminuiscono i tempi di degenza. Chirurghi esperti possono avvalersi di queste tecnologie e con un’incisione di circa 5 centimetri sul collo (oppure dall’ascella, per non lasciare segni sul collo) risolvere tutto l’intervento in 50 minuti. Ma bisogna rivolgersi a Centri specializzati nelle nuove tecnologie” - spiega l’esperto nell’approfondimento “Il mio Medico”. In alcuni casi potrebbe essere asportata totalmente la tiroide: nel caso di tiroidectomia (a causa di un tumore, gozzo strozzante e ipertiroidismo che non può essere trattato con terapia medica) il paziente dovrà assumere un farmaco che possa sostituire le funzioni della ghiandola. Naturalmente l’asportazione della tiroide può essere anche parziale: in questo caso la terapia ormonale dovrà essere valutata dal medico di volta in volta.


Gaetano Gorgoni