Stop al caldo africano: 50mila fulmini, pioggia e grandine
giovedì 11 luglio 2019

Il vento di maestrale ha definitivamente spazzato via la cappa-caldo umida di stampo nord-africano.

Drastico calo termico e igrometrico, quindi, rispetto alla giornata di ieri, con temperature che si manterranno generalmente al di sotto della soglia dei 30°, soprattutto lungo la costa adriatica, esposta ai forti venti settentrionali.

L'arrivo di aria fresca nord-atlantica ha finalmente messo la parola fine al dominio dell’Anticiclone Africano. Ma il cambio di circolazione, drastico e repentino, è ovviamente costato caro: temporali furiosi si sono abbattuti infatti lungo tutto il versante adriatico italiano, da nord a sud, causando disagi e molti danni.

Quasi 50.000 fulmini sono caduti in un giorno (la maggior parte nel pomeriggio-sera) sul territorio pugliese e zone immediatamente circostanti.

Il Salento, tuttavia, come da previsioni, è rimasto piuttosto ai margini di questa ondata di maltempo, soprattutto gli estremi settori sud-occidentali del Leccese. Colpiti, invece, il Tarantino, il Brindisino settentrionale e le marine di Melendugno.

Fortissime raffiche di vento, tra gli 80 e quasi 100 km/h, hanno interessato il Tarantino, parte del Brindisino e la Valle d’Itria nel tardo pomeriggio, tra le 19 e le 19:30.

Le analisi delle immagini provenienti dal mosaico radar della Protezione Civile mettono in luce una particolare eco: si tratta della cosiddetta bow echo o eco arcuata. Tale eco compare proprio tra le 19 e le 19:30, fascia temporale in cui si registrano le raffiche massime nelle aree summenzionate.

Si tratta di una fenomenologia temporalesca molto intensa, innescata dall’avanzamento di aria fredda al suolo su un preesistente strato di aria caldo-umida. La linea temporalesca del sistema convettivo a mesoscala, vista l’elevata energia in gioco, può, come nel caso in questione, subire una deformazione a causa dei forti venti in uscita dalla parte centrale del sistema temporalesco.

Ne conseguono, la caratteristica forma ad arco e i venti furiosi, talvolta distruttivi, al suolo, ben più intensi di un classico downburst.

Tra l’altro, proprio il forte vento ha abbattuto una gru dello stabilimento ArcelorMittal Italia di Taranto, precipitando in mare. Al momento, un operaio di 31 anni risulta purtroppo disperso.

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