Capone, primo nodo al pettine
venerdì 27 gennaio 2012
Salvemini o il Terzo Polo? Dopo le primarie Loredana Capone è al bivio, ma il suo (ex) avversario già prepara la sua civica che aggregherà sinistra e movimenti 
 
Gestire il post vittoria. È questo l'obiettivo che Loredana Capone dovrà perseguire in queste ore, facendo attenzione a non fare errori che in campagna elettorale potrebbero rivelarsi decisivi. Una volta smaltita la gioia di domenica scorsa, la candidata sindaco del centrosinistra dovrà infatti lavorare su un doppio fronte: ricucire lo strappi tra il suo partito e l'area più radicale del centrosinistra, che non sembra affatto interessata a trattare col Pd, e intanto tenere alta la guardia nei confronti del centrodestra, che da tempo la prende di mira apertamente. Loredana Capone ha infatti deciso di giocare la partita contro Salvemini da vicepresidente della Regione, privilegio che Nichi Vendola ha deciso di prorogarle per l'intera durata della campagna elettorale. Il presidente è convinto che la sua postazione “faccia bene alla città di Lecce” ma di certo si presta anche ad attacchi politici spesso violenti sull'operato dell'ente pugliese. 
Per recuperare consenso a sinistra, invece, la candidata dovrà sanare una ferita profonda, quella di chi da principio non ha creduto nella sua candidatura, letta come espressione dei vertici del partito. Per rimettere in moto la macchia del centrosinistra, il Partito Democratico ha pensato di ricorrere alla vecchia ma sempre valida formula del “ticket”, che vedrebbe Carlo Salvemini vicesindaco accanto alla Capone. L'idea, lanciata dal capo dell'opposizione cittadina, Antonio Rotundo, e condivisa da molti nel partito, convinti che “la fotografia del testa a testa alle primarie debba essere valorizzata senza disperdere le sensibilità in campo”, consentirebbe all'area salveminiana di sentirsi rappresentata, scongiurando fughe e disaffezioni, fuori e dentro il partito. 
Peccato che la proposta non abbia affatto convinto il diretto interessato. Dal suo profilo Facebook, dove continua a postare i pensieri a beneficio dei sostenitori che gli fanno forza, Carlo Salvemini ha infatti risposto picche, invitando il Pd a non tentare cooptazioni, almeno non prima di essersi rimangiato le accuse di antipolitica che gli erano state rivolte negli ultimi tempi. Ma, si sa, in guerra e in amore tutto è concesso, devono aver pensato i leader democratici, già pronti ad avanzare di un altro passo, anche nei confronti dell'Udc. Ed è qui che il centrosinistra, prima riunione della coalizione a inizio settimana, è pronto a provocarsi nuove fratture. Federazione della Sinistra ha già messo in guardia. “Avevamo scelto Salvemini e non la Capone non solo per la novità delle idee ma anche perché ci garantiva che la coalizione fosse quella delle primarie”, intanto le segreterie cittadine di Rifondazione comunista e Comunisti Italiani lanciano l'ipotesi di una lista unitaria della sinistra leccese che abbia Salvemini come capolista. 
L'interessato però sembra avere già deciso di rilanciare la sua esperienza con una civica, che possa mettere insieme le diverse sensibilità politiche, dall'associazione Lecce2.0dodici, che ne ha condiviso i contenuti, alla Puglia per Vendola, passando ovviamente per Sel e Fds. Che la distanza con Loredana Capone e il Pd sia ormai siderale lo si capisce anche da ciò che Salvemini ha recentemente postato sul suo profilo Facebook. “Fate la campagna elettorale all'insegna della giustizia e del rispetto e sarete ricompensati con il minimo dei voti”. “La questione morale politicamente intesa è altamente drammatica”. 
Insomma, pur non essendo più un avversario, Salvemini non è certo tenero con la Capone, tanto da non averla ancora incontrata per il dialogo di rito dopo le primarie. Cosa che ha fatto invece  Sabrina Sansonetti. La candidata alle primarie dell'Idv, che ha portato a casa un dignitoso 10%, conquistato in appena due settimane, potrebbe dare il proprio contributo candidandosi nella lista del partito. 
 
(fonte: Free Lecce)