Tasse, decoro urbano, politiche familiari: le proposte dei candidati
venerdì 10 maggio 2019

Tasse, decoro urbano, politiche familiari sono tra le tematiche, oggetto di proposte da parte dei candidati sindaco di Lecce.

Per Adriana Poli Bortone, c’è contraddizione tra l’aumento delle tasse e la città con rifiuti a vista: “Di questo – afferma - dobbiamo ringraziare la passata amministrazione comunale, perché non c'è dubbio che i costi elevati sono figli di una cattiva gestione. Siamo moralmente liberi di dire che la questione rifiuti a Lecce va totalmente rivista anche perché noi in campagna elettorale non abbiamo ricevuto 3000 euro di contributo per le spese dei candidati a sindaco, come l'azienda Monteco fece due anni fa con Carlo Salvemini e Mauro Giliberti (come riportato anche sulla stampa locale in un articolo pubblicato il primo dicembre 2017)”.

“Il mancato controllo – prosegue - sugli appalti ha prodotto una situazione onestamente indecorosa per una città d'arte come Lecce con migliaia di turisti e stranieri presenti in questi giorni che ammirano i contenitori di vari colori che vengono svuotati in orari assurdi. Ma si può procedere alla raccolta in orario da scuola o peggio a mattinata inoltrata con il traffico di mezzogiorno? Cose mai viste prima... La raccolta va eseguita prima dell'alba, così da non aggiungere problemi a problemi”.

La senatrice vuole “reimpostare tutto” per “offrire a Lecce il decoro che merita”. Quindi, in un commento spiega di non comprendere il divieto ai tifosi di festeggiare nei luoghi simbolo come Anfiteatro e la fontana di Piazza Mazzini.

Degrado e vandalismo con riferimento a Parco Tafuro nella denuncia del candidato di Sinistra Comune, Mario Fiorella: “Il parco, che ha un potenziale notevole, presenta, tuttavia, molteplici problemi. Intanto, la struttura è stata concepita senza tener conto degli obbligatori criteri di sicurezza: non è recintata, i giochi non sono dotati di materiale anti-shock e anticaduta (brecciolina, materiale respingente etc.) e non viene svolta regolare manutenzione. Si registrano, spesso, atti di vandalismo. La sera il parco – soprattutto una zona scarsamente illuminata - diventa luogo di spaccio, fatto che è stato testimoniato da esercenti e residenti. Non vi è alcuna forma di sorveglianza e la struttura è aperta anche la notte”.

Fiorella ricorda le iniziative di sensibilizzazione dei cittadini alle varie amministrazioni, tra cui un comitato per la tutela del parco che aveva chiesto una recinzione dell’area al sindaco Salvemini: l’ex primo cittadino “rispose – racconta - che per realizzare la recinzione non vi erano risorse, trattandosi, peraltro, di una superficie piuttosto vasta”, e insieme al suo vice Delli Noci, si dissero disponibili “a fornire di recinzione almeno l'area dei giochi, potenziare l’illuminazione pubblica del parco, posizionare una rete nell'area in cui si gioca a pallone, per impedire che lo stesso finisca sui binari della ferrovia e i ragazzi vadano a recuperarlo con grave rischio per la loro incolumità”.

“A distanza di un anno – afferma - da quell'incontro quasi nulla è cambiato, la Giunta è caduta e la situazione di degrado, che si protrae ormai da anni, è rimasta lì, triste conferma dello stato di abbandono in cui versano le varie zone periferiche della città. Occorrerà, quindi, ripartire dalle proposte del Comitato dei cittadini per spingere la nuova amministrazione a restituire al quartiere un parco degno di questo nome”.

Parla di tasse anche Arturo Baglivo, candidato del Movimento Cinque Stelle, in riferimento alle caldaie e ipotizzando premialità per quei cittadini che hanno installato pompe di calore, che scaldano di più e producono la metà dei gas serra anche perché oggi “quelli che optano per questa soluzione vengono tassati allo stesso modo di chi, invece, utilizza caldaie a metano”. Dall’ottobre 2014, infatti, una normativa obbliga chiunque possieda condizionatori e climatizzatori a casa, presso la propria attività o in ufficio, di munirsi del libretto e del relativo bollino blu, poiché questi ultimi sono equiparabili agli impianti di riscaldamento. Nello stesso anno “l’amministrazione Perrone – afferma -, allo scadere del contratto con la cooperativa Vit che si era aggiudicata i controlli ispettivi delle caldaie, rinunciò ad occuparsi del servizio, lasciando l’onere dei controlli alla Regione Puglia che detiene la competenza in questa materia e che a febbraio 2015 dispose che l’imposta dovesse essere saldata alla Provincia”.

“Quindi – prosegue Baglivo -, se fino a luglio 2014 la quota annuale prevista a carico dei possessori degli impianti termici veniva versata nelle casse comunali, dal 2016 al 2020 le attività di verifica delle caldaie sono state affidate alla Nuova Salento Energia, rimpinguando le casse della Provincia. Non solo. Agli impianti di Lecce sono state applicate le disposizioni procedurali e tariffarie diverse e più restrittive rispetto a quelle fissate dalla normativa nazionale. Se per il Ministero dello Sviluppo Economico è obbligatorio possedere un libretto d’impianto per la climatizzazione sia per i condizionatori con potenza superiore a 12 kw, sia per quelli con potenza minima, va specificato che il controllo sull’impianto e il rilascio del bollino blu (quello che in sostanza bisogna pagare) non è obbligatorio su tutti i condizionatori, ma solo su quelli con una potenza superiore a 12 kilowatt, e quindi quelli di uso domestico resterebbero fuori da questa incombenza”.

“Il regolamento della provincia di Lecce dice, invece – insiste -, che ‘gli impianti di climatizzazione a pompa di calore con sistemi di tipo split, multisplit, a volume di refrigerante variabile, sono soggetti ad accertamento ed ispezione nel caso in cui la somma complessiva delle potenze delle apparecchiature installate nella medesima unità immobiliare sia superiore a 4 kw’. Per capire meglio, un normale condizionatore monosplit che installiamo in casa arriva di norma a 3,5 kilowatt, quindi non necessita di questo controllo e del relativo bollino blu. Ma se abbiamo un appartamento enorme e optiamo per due condizionatori questo bollino blu dobbiamo metterlo perché si arriva a 7kw totali. Saremmo esenti dal controllo dell’impianto secondo la normativa nazionale ma obbligati a pagarlo secondo quella provinciale. Al governo della città studieremo una soluzione a questa stortura”.

Erio Congedo, che oggi ha ricevuto una nuova visita da parte della leader nazionale del partito, Giorgia Meloni a Lecce, si occupa del tema delle politiche familiari: “Voglio organizzare al più presto una Conferenza Comunale sulla Famiglia, così come è stato già fatto a livello regionale. Considero fondamentale il contributo e il ruolo dell’associazionismo familiare, la voce autentica dei bisogni delle famiglie, e penso che l’impegno della società civile debba necessariamente trovare spazi di protagonismo, a maggior ragione su tematiche centrali come questa”.

Poiché l’Italia “vive l’inverno demografico più difficile della sua storia” e “mettere su famiglia è diventata una impresa eroica”, per Congedo servono “politiche familiari sul fronte del lavoro, del fisco, del welfare familiare: “Intendo applicare il cosiddetto ‘fattore famiglia’, cioè un fisco calibrato sul numero e sulla tipologia dei carichi familiari. All’aspetto meramente fiscale, poi, va affiancato un sistema di conciliazione dei tempi di lavoro con quelli dedicati alla cura familiare, perché il lavoro deve essere al servizio della famiglia e non viceversa. Sarà inoltre necessario lavorare per assicurare sostegno alla maternità, tariffe abbordabili per asili nido e trasporto scolastico; potenziamento delle misure di contrasto alla povertà e delle politiche abitative; supporto alle coppie, con problemi di natura economica e lavorativa, che decidono di avere figli”.