Gasdotto di Otranto, il Governo prende tempo: "Tap potrebbe raddoppiare portata"
venerdì 5 aprile 2019
Ancora incertezza sul futuro del gasdotto che dovrebbe approdare nel Salento, a Otranto.  

Il futuro del gasdotto di Otranto è ancora avvolto nella nebbia: i lavori per la realizzazione di Igi-Poseidon- tratto greco-italiano del progetto East-Med che parte dai giacimenti a largo di Cipro– dovrebbero iniziare il 6 giugno prossimo ma la l'11 febbraio la società ha chiesto al Ministero dello sviluppo economico di disporre un'ulteriore proroga dei termini di inizio e fine lavori di almeno 12 mesi, su cui è attualmente in corso l'istruttoria presso la competente Direzione generale del Ministero.

Sul secondo gasdotto salentino il Governo nicchia. E' in particolare il Movimento Cinque Stelle a mostrare perplessità – forse per evitare nuovi cori di protesta dopo il dietrofront su Tap- al contrario il vicepremier Salvini lo aveva promosso chiedendo alle aziende italiane di investirci nel corso dell'ultima visita a Gerusalemme.

“Il Governo segue con attenzione, insieme alle autorità degli altri Paesi, l'iniziativa East Med, per il contributo che potrà dare alla diversificazione delle fonti, all'aumento della liquidità del sistema gas europeo e alla riduzione dei costi di approvvigionamento – ha detto il sottosegretario del Mise Davide Crippa rispondendo alla Camera ad un'interrogazione specifica del Pd - al riguardo, sarà importante conoscere gli esiti degli studi di fattibilità, cofinanziati dall'UE, i cui risultati sono attesi tra circa un anno.

Tra le ipotesi c'è anche quella di aumentare la portata di gas di Tap, previsto dalle autorizzazioni ministeriali.

”Sarà comunque necessario verificare, nel caso in cui risultasse economicamente attuabile, la sostenibilità territoriale e tecnica della realizzazione di un ulteriore gasdotto con arrivo in Puglia – ha aggiunto - anche in considerazione dei previsti sviluppi del gasdotto TAP che possono aumentare la portata del gas fino a 20 miliardi di metri cubi all'anno senza altre opere in Italia e come già indicato nella proposta di Piano energia clima recentemente inviato alla Commissione europea e di cui attualmente è in corso la consultazione”.