Xylella, approvato il Dl Centinaio. Marti: "Misura decisiva", Stefano: "Buco nell'acqua"
venerdì 8 marzo 2019
Domani a Lecce doppio corteo degli agricoltori. 

Il Consiglio dei ministri ha approvato nella tarda serata di ieri il decreto legge che affronta diverse emergenze in Agricoltura tra cui Xylella. Si tratta di un decreto legge e non di un Ddl che avrebbe allungato i tempi per i ristori agli agricoltori e che aveva sollevato la rivolta delle opposizioni, compreso il governatore Michele Emiliano che aveva annunciato la “disobbedienza civile”.

"E' stato confermato quello che ho sempre ribadito, ossia che stavamo di fronte a una vera e propria emergenza, e per me quindi lo strumento per uscire dalla crisi non poteva che essere un decreto – ha dichiarato il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio - sono molto soddisfatto del lavoro portato avanti e dell'attenzione dei colleghi di governo, che ringrazio, e che non hanno esitato a darmi ascolto per il bene dell'agroalimentare. Parliamo di fatti, misure concrete, che riporteranno i settori olivicolo-oleario, agrumicolo, lattiero caseario e ovi-caprino al più presto fuori dalla crisi e finalmente competitivi. Con le norme approvate interveniamo con strumenti urgenti e decisivi. Fatti e non parole. Da domani - conclude - mi auguro finiscano le polemiche e si ricominci a lavorare, ne va del futuro"

Soddisfatto il senatore della leghista Roberto Marti: “la Lega ha mantenuto le promesse fatte. L’emergenza Xylella e le gelate in Puglia possono essere affrontate grazie a un decreto che mette in campo misure concrete”.  Lunedì a Lecce, alle 11 Marti insieme agli altri parlamentari leghisti Rossano Sasso e Anna Rita Tateo terranno una conferenza stampa all'hotel Tiziano, che vedrà la partecipazione delle associazioni di categoria per parlare delle misure.

Critico invece il senatore del Pd Dario Stefano: "La montagna ha partorito il topolino, morto! Dopo quasi nove mesi di gestazione, dopo la passerella del Ministro Centinaio negli oliveti infetti da Xylella nel Salento, vede la luce il Decreto-Legge. Una lettura veloce del titolo del decreto potrebbe far ritenere gli olivicoltori salentini soddisfatti perché finalmente dotati di uno strumento utile a contrastare la Xylella. Era stato portato in Consiglio dei Ministri infatti un provvedimento di natura ordinaria che, di fatto, a partire dall’approccio, sconfessa quell’urgenza e quella necessita’ che da tempo vengono invocate. E, come se non bastasse, anche nel merito il testo viaggia in direzione contraria. In esso non vi è alcuna distinzione di merito tra la zona infetta e le zone cuscinetto e di contenimento; vi è una dotazione finanziaria di 5 milioni per il 2019 per gli interessi dei mutui bancari contratti dalle imprese olivicole, e poi, soprattutto, non vi è un minimo cenno su come snellire la burocrazia di autorizzazione all'espianto, né una riduzione dei costi per l'ottenimento della stessa. È un buco nell'acqua. Il Ministro, con questo decreto, lascerà invariato l'iter burocratico sui reimpianti, con una perdita di altri nove mesi preziosi. Infatti, oggi come ieri, un olivicoltore che, a spese proprie, intende espiantare un oliveto infetto e reimpiantarlo con varietà resistenti deve presentare una domanda di autorizzazione all'espianto corredata da relazione agronomica (costi per l'istruttoria e per il tecnico abilitato); attendere i funzionari dell'Ispettorato Fitosanitario (peraltro con un organico sottodimensionato) per il sopralluogo in campagna e relativo prelievo dei campioni per le analisi di laboratorio per accertare la presenza della malattia (ovviamente i costi delle analisi sono a carico del proprietario); se i terreni ricadono in zone a vincolo ministeriale dovrà presentare al Comune di competenza Istanza di Autorizzazione Paesaggistica Semplificata (ulteriori costi per la pratica e versamenti al comune). Solo dopo questa trafila burocratica, e qualche migliaia di euro spesi, un olivicoltore riuscirà ad ottenere autorizzazione all'espianto. Il tutto in un periodo storico segnato dalla mancata produzione che ormai persevera da diversi anni e che continuerà per i primi anni di allevamento dei nuovi impianti. Se il Ministro in nove mesi non ha compreso la vessazione degli olivicoltori salentini, probabilmente non ha compreso bene la gravità della sciagura. Gli olivicoltori salentini hanno perso tutto: capitale fondiario, produzione, paesaggio, turismo rurale ad esso connesso. Con uno scenario simile il decreto è insignificante e non aiuta per niente gli olivicoltori salentini”.


Intanto per domani gli agricoltori si riverseranno in strada a Lecce per protestare: sarà un doppio corteo dopo la spaccatura tra Agrinsieme e Coldiretti che non fa un passo indietro sulla richiesta di dimissioni dell'assessore regionale Di Gioia.