Fulcignano nel degrado, Italia Nostra: “Preservarlo dai vandali e avviare il recupero”
mercoledì 6 marzo 2019

L’associazione ha inviato un documento alle istituzioni in cui si evidenzia la situazione di abbandono e di estremo degrado.

La Sezione Sud Salento di Italia Nostra ha inviato nei giorni scorsi un apposito documento al Sindaco del Comune di Galatone, alla Soprintendente per i Beni archeologici, le Belle arti e il Paesaggio di Lecce e al Coordinatore dell’Autorità Urbana del Comune di Galatone e al Prefetto di Lecce con il quale si evidenzia la situazione di abbandono e di estremo degrado in cui versa il Castello di Fulcignano - Galatone.

“Si tratta di un immobile -spiega il presidente Marcello Seclì-, realizzato in epoca normanna intorno al XII secolo, che sorge nella periferia sud-est dell'abitato e che faceva parte dell'antico casale di Fulcignano abbandonato poi nel XV secolo. Il manufatto a forma rettangolare rappresenta la più antica fortificazione del Salento che ci è pervenuta; esso era cinto da un ampio fossato, successivamente colmato, da alte mura di recinzione di circa 8 metri di altezza ed aveva agli angoli quattro torrioni di cui oggi solo due sono visibili”.

Nel 1967 il Castello di Fulcignano è stato dichiarato monumento nazionale e nel 2004 è stato sottoposto a vincolo. Nel 2011 tale bene è diventato patrimonio comunale e di recente l’attuale amministrazione comunale, partecipando al bando regionale di Rigenerazione urbana, ha ottenuto appositi finanziamenti (per una somma complessiva di circa un milione di euro da utilizzare per la messa in sicurezza e recupero dell’immobile e per la realizzazione di percorsi all’esterno.

L’associazione ha effettuato un sopralluogo di recente, rilevando che il castello versa in condizioni di totale abbondono con la possibilità di accedere liberamente all’interno delle mura dove sono visibili segni di recenti intromissioni con atti vandalici. Esistono situazioni di pericolo per criticità statiche che hanno già causato dei rilevanti crolli.

“Italia Nostra -conclude Seclì- ritiene necessaria l’effettuazione (con somma urgenza) di quei lavori in grado di evitare il perpetrarsi di ulteriori danni che potrebbero risultare irreversibili e che comporterebbero maggiori costi nell’effettuazione dei lavori di recupero programmati. Allo stesso tempo, essendo che i lavori di messa in sicurezza e recupero dell’immobile potrebbero non essere imminenti, l’associazione ha avanzato la proposta perchè siano effettuati quegli interventi in grado di impedire l’accesso nel recinto del castello ed evitare che eventuali avventori possano arrecare ulteriori danni all’immobile e mettere a rischio la propria incolumità”.