Bastonate e torture a due cani, a Gallipoli è caccia ai responsabili. “Chi sa, parli”
mercoledì 6 marzo 2019
Due cani liberi, seguiti dai volontari, sono stati ritrovati in pessime condizioni nella zona industriale. La denuncia di Oipa.  

Si chiamano Maki e Joy e sono le ultime vittime della crudeltà umana. I due cani, una femmina ed un maschio, liberi sul territorio di Gallipoli e curati dai volontari, sono stati ritrovati sabato pomeriggio e lunedì agonizzanti nella zona industriale, nella strada di Servizio della 101.

Maki era stata buttata in un canale, con la colonna vertebrale fratturata e delle lesioni sospette all’ano. Salvata dai volontari dell’Oipa provinciale in collaborazione con l'associazione locale Argo, è stata affidata alle cure del veterinario. L’orrore si è poi ripetuto lunedì quando un altro cane del territorio, Joy, è stato ritrovato sanguinante e con la mandibola fracassata.

Due episodi terribili, nella stessa zona, con un fattore comune: la mano dell’uomo. Secondo i volontari di Oipa che hanno dato notizia di quanto avvenuto, le lesioni non sarebbero difatti compatibili con un investimento, sembrano invece frutto di un’azione volontaria, a colpi di bastone. Proprio per questo, oltre a curarsi dei due poveri cagnolini, sarà presentata regolare denuncia alla Procura della Repubblica.  

“È ovvio che ci sia la mano dell'uomo che ha voluto dare un forte avvertimento” scrive Desirée Martines, vice presidente di sezione in una nota. “In quella zona ci sono altri sei cani territoriali, già seguiti, che vanno tutelati. Inoltre si deve trovare il colpevole di questo atroce gesto. Come delegazione di Oipa provinciale naturalmente non stiamo con le braccia conserte e provvederemo a far partire insieme alla nostra centrale e i nostri avvocati una denuncia e varie lettere per sollecitare maggiori controlli, ricordando che sussiste il reato di maltrattamento e tentata uccisione di animali. Chiediamo a chiunque sappia qualcosa di contattarci o di comunicare anche in forma anonima. Ci rivolgiamo soprattutto ai residenti, chiedendo di fare attenzione e cercare di proteggere i cani”.

“Infine un appello strettamente personale all'aggressore o agli aggressori: prendersela con dei poveri animali che non possono difendersi è facile, fin troppo, e a maggior ragione dimostra la tua o vostra piccolezza. Tutti sapranno cosa è successo e faremo in modo che giustizia sia fatta”.

I due cani, affidati alle cure dei veterinari, fortunatamente dovrebbero farcela.