Ferro-via dal Sud?
venerdì 9 dicembre 2011
A pochi giorni dall’entrata in vigore del nuovo orario di Trenitalia i politici pugliesi si muovono per evitare l’ennesimo scippo che mortifica i trasporti nel Mezzogiorno 
 
Se non si muovono i treni, si muove la politica. Contro i tagli di Trenitalia non accennano a diminuire le rimostranze di amministratori e rappresentanti che trovano ingiusto il mero ragionamento economico messo in atto dall’azienda guidata da Mauro Moretti alla vigilia dell’introduzione dell’orario invernale in vigore dal 13 dicembre. Ragionamento che porterà all’isolamento della Puglia dalle direttrici nazionali attuato attraverso un drastico ridimensionamento delle corse, in particolare dalla Capitale. 
Ultimi a intervenire in ordine di tempo i consiglieri regionali pugliesi che hanno approvato all’unanimità una mozione presentata da Michele Losappio di Sel che “impegna la Giunta ad assumere le opportune iniziative per scongiurare un pesante contraccolpo per la rete ferroviaria della Regione e si appella ai parlamentari ed alle istituzioni pugliesi perché associno la propria voce ed azione a quella del governo regionale”. 
L’assessore Guglielmo Minervini (nella foto a sinistra) è intervenuto parlando della trattativa con Trenitalia: “La mobilitazione in Puglia ha già raggiunto l’obiettivo culturale di rendere l’opinione pubblica consapevole della gravità del problema causato dalla drastica riduzione dei collegamenti nazionali. La presa di coscienza ha poi concretamente portato al contenimento dei danni, in termini di recupero delle corse inizialmente soppresse”. Minervini ha aggiunto che l’interlocuzione tra governo regionale e Trenitalia sta proseguendo nel tentativo di ripristinare almeno le corse da e per Taranto, non ancora riattivate. 
A fare notizia anche la lettera che il Governatore Nichi Vendola (nella foto a destra) ha inviato al ministro delle Infrastrutture, Corrado Passera: “L’accesso alla mobilità costituisce un essenziale diritto di cittadinanza ma anche un fondamentale fattore di sviluppo economico. Eppure per la Puglia, e in generale l’area meridionale del paese, questo non sembra essere vero. Il ritardo accumulato nella realizzazione dell’indispensabile infrastruttura dell’alta capacità Napoli-Bari sta generando, nella politica dei collegamenti di Ferrovie dello Stato, una progressiva riduzione e dequalificazione dell’offerta di servizi, fino al rischio di isolamento di intere parti del nostro sistema regionale”. Vendola segnala tre criticità riguardanti la rimodulazione di Trenitalia: “L’attuale offerta di tre coppie quotidiane di treni Freccia Argento su Roma sconta un arretramento non modesto rispetto alle cinque coppie di analoghi treni di circa due anni fa e, di conseguenza, presenta frequenze orarie nemmeno lontanamente paragonabili a quelle che caratterizzano altre relazioni della infrastruttura nazionale; Taranto registra la completa assenza di prodotti Freccia e la contestuale scomparsa di tutti i collegamenti verso la linea adriatica, generando, di fatto una situazione di isolamento tanto insostenibile quanto inaccettabile. L’offerta dei servizi base, invece, provoca legittime rimostranze sul territorio e mie personali. Il ‘prodotto notte’, scomparso del tutto da Taranto, registra una complessiva contrazione di offerta, sia sulla linea adriatica, sia sulla relazione Lecce-Bari-Roma. Aggiungo solo che si tratta di un servizio molto avvertito da una fascia specifica di utenza composta da lavoratori e studenti pugliesi”. 
 
(fonte: Belpaese)