Primarie, Guido replica a Regione Salento: “Preconcetti da chi sa di non brillare”
lunedì 4 febbraio 2019

L’ex consigliere di Direzione Italia esprime il suo appoggio al sistema che nel 2012 garantì, a suo parere, la netta affermazione di Perrone.

Le primarie come “carburante” per l’affermazione del centrodestra. Lo ribadisce l’ex consigliere di opposizione di Direzione Italia, Andrea Guido, sottolineando la necessità di un passaggio popolare, nonostante le resistenze di una parte dell’area che si oppone a Salvemini, in particolare Regione Salento che aveva detto “basta con sistemi chiusi e autoreferenziali, con la finta barzelletta della democrazia e della partecipazione popolare per far scegliere a una piccolissima parte di Leccesi (chi ha voglia di riservatezza e anonimato non potrà mai partecipare alle primarie) dietro cui celare interessi puramente personalistici”.

“Chi non vuole fare le primarie -ha replicato Guido- sa di non avere consensi e chiaramente intende sottrarsi a sconfitta certa. Per carità, è comprensibile. Quello che non è comprensibile (e intellettualmente onesto) è parlare di “primarie falsate” nell’unica occasione in cui il centrodestra leccese vi ha fatto ricorso.

Nel 2012, infatti, la partecipazione fu enorme (votarono in 17 mila, più dei votanti di Salvemini nel 2017) e rappresentò il miglior carburante per la netta affermazione - già al primo turno con il 64,2% - di Paolo Perrone e della sua coalizione al voto per il Comune.

Chi non ha brillato a quelle primarie, poi fece risultati molto modesti anche alle “secondarie”. Basti pensare alla lista Regione Salento (3,8%). La critica concettuale alle primarie, una opposizione di principio, sarebbe anche condivisibile, ma quelle frutto di un mero calcolo politico ed elettorale, decisamente non sono accettabili. Anche perché con le battaglie private il centrodestra ha già dimostrato di non poter andare lontano”.