Dopo le denunce, Tap riprende i lavori: espianto di altri 35 ulivi. Protestano gli ambientalisti
giovedì 20 dicembre 2018

Dopo la chiusura delle indagini e le 15 persone denunciate dalla Procura, riprendono le operazioni sui cantieri. Critici gli esponenti del Movimento No Tap.

È in corso da stamattina, a Melendugno, l’espianto di 35 ulivi sul tracciato del gasdotto Tap, collocati nei pressi del terminale di ricezione. Ad annunciare le operazioni è la stessa società che parla di espianto che “riguarda 35 delle 42 piante originariamente previste”.

Nella nota di Tap, si legge che “A fronte delle analisi effettuate in precedenza su tutte le piante e in coerenza con le indicazioni delle autorità fitosanitarie sono inoltre assicurati gli adempimenti per alcuni ulivi che sono risultati affetti da Xylella fastidiosa. Le piante risultate in salute vengono trasportate al vivaio di Masseria del Capitano e saranno alloggiate nei canopy predisposti da Tap, dove gli ulivi ospitati saranno a questo punto circa 700, curati con le migliori tecniche agronomiche in attesa del loro reimpianto nella posizione originaria”.

Ma torna a protestare il comitato No Tap che evidenzia come solo tre giorni fa la Procura di Lecce abbia chiuso le indagini preliminari su presunti reati ambientali, denunciando 15 persone e la stessa multinazionale: “Oggi, di tutta risposta – scrivono dai propri canali -, chi lavora per Tap ha iniziato ad espiantare ulivi monumentali! Tutto questo con l'ausilio e il supporto di un governo complice e asservito alla multinazionale, silenzioso e vigliacco contro la sua popolazione, traditore di diritti calpestati e derisi”.