Tap, espianto ulivi e falde inquinate nel cantiere del gasdotto: 15 persone indagate
lunedì 17 dicembre 2018

La Procura di Lecce ha chiuso le indagini per i presunti reati ambientali nei cantieri del gasdotto.

Sono 15 le persone finite nel registro degli indagati, nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Lecce, sul caso Tap. Tra quanti, questa mattina, hanno ricevuto la notifica di avviso di conclusione delle indagini a firma del procuratore capo, Leonardo Leone De Castris, e del sostituto Valeria Farina Valaori, ci sono i vertici della società in Italia, come il country manager Mario Michele Elia, e il project manager Paolo Gabriele Lanza, la stessa Tap, ma anche Lucio Mello, il titolare dell’azienda salentina, incaricata dell’espianto degli ulivi.

Sono tutti accusati, a vario titolo di reati ambientali, in merito a quanto avvenuto in località “Le Paesane” di Melendugno, dove sono stati espiantati 445 ulivi per far posto alla trincea del gasdotto, e in località San Basilio di San Foca, dove l’ipotesi è quella dell’inquinamento della falda e del sottosuolo del cantiere del microtunnel, con la dispersione di sostanze pericolose e la contaminazione del cemento utilizzato nel cantiere senza idonea impermeabilizzazione. Le opere sarebbero state realizzate in aree sottoposte a vincolo paesaggistico e agricolo di notevole interesse pubblico, con l’espianto di ulivi in periodo diverso da quello permesso: viene contestata la realizzazione anche di uno spianamento largo circa 7 metri con estirpazione di macchia mediterranea e una recinzione con blocchi prefabbricati e rete metallica.

Oltre agli indagati già citati, nell’elenco compaiono i rappresentanti delle ditte coinvolte nel cantiere: attraverso i propri legali, avranno venti giorni di tempo per presentare memorie e controdeduzioni.