Due ricorsi contro il piano comunale delle coste, per il Tar sono "inammissibili"
giovedì 6 dicembre 2018

Braccio di ferro giudiziario con un concessionario a Sant’Isidoro e con un gruppo di residenti.

Due sentenze del Tar Lecce pubblicate nei giorni scorsi hanno dichiarato inammissibili altrettanti ricorsi presentati contro il Piano Comunale delle Coste. L’ennesima, doppia, conferma della bontà dell’iter amministrativo e giuridico seguito dal Comune neretino per l’adozione dello strumento urbanistico che individua le modalità di utilizzo ecocompatibile del litorale marino anche a fini privati e che consente all’amministrazione di rispondere alle tante istanze degli operatori turistici (e quindi di valorizzare un comparto economico importantissimo). Il Comune di Nardò, peraltro, è uno dei pochi Comuni pugliesi dotati di un Piano Coste approvato in via definitiva.

Con la prima pronuncia (n. 1804) il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da A.&C. s.n.c. di Luigi Cavallo - titolare di una concessione demaniale marittima a Sant’Isidoro - contro il Comune di Nardò per l’annullamento della documentazione di approvazione del Piano Comunale delle Coste, in ragione del fatto che nella cartografia allegata al Piano la porzione di manufatto in cui svolge l’attività risulta in un’area a “spiaggia libera”. Il giudice amministrativo ha ricordato che il Piano stabilisce che “ai concessionari viene riconosciuto il diritto di continuare ad esercitare la propria attività nei tre anni successivi all’entrata in vigore del Piano. Pertanto, a prescindere dall’attuale collocazione dell’area e considerato che il Piano è stato approvato il 31 luglio 2017, è certo che l’attività potrà essere svolta sino al 2020”. Il Piano, di fatto, non impedisce quindi lo svolgimento dell’attività sino alla scadenza naturale (prorogata ex lege) della concessione demaniale. Il Comune si è avvalso dell’ausilio tecnico dell’ingegnere Antonella Fiorentino dell’ufficio Demanio ed è stato rappresentato e difeso in giudizio dall’avvocato Fernanda Quaranta dell’ufficio legale interno dell’ente. 

Con la seconda pronuncia (n. 1805) invece il Tar ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da Rosalia Laforgia, Giuseppina De Simone, Addolorata Politi, Giorgio Primiceri, Vittoriana Taurino, Carla Panico, Leonardo Panico, Francesca Melica e Luigi Melica - proprietari di immobili e residenze prospicienti il litorale dove andranno ad insistere alcuni stabilimenti balneari - contro Regione Puglia e Comune di Nardò per l’annullamento del Piano comunale delle Coste, adducendo motivazioni inerenti la tutela e la salvaguardia del patrimonio costiero. Per il giudice amministrativo si tratta di questioni di carattere generale, rispetto alle quali i ricorrenti - i quali agiscono uti singuli, non essendo costituiti in associazione avente ad oggetto la tutela del litorale costiero neretino - risultano del tutto privi di legittimazione attiva. “I ricorrenti - recita la sentenza - pretendono sic e simpliciter di essere depositari della cura e tutela del patrimonio culturale e ambientale dell’area costiera del comune di Nardò e in tale loro autoproclamata veste hanno proposto motivi di gravame aventi carattere generale (il contrasto del Piano Comunale con il Piano Regionale oppure la salvaguardia dell’ambiente, che a loro dire imporrebbe la valutazione di incidenza ambientale), e in alcun modo lesivi delle loro posizioni individuali”. In questo caso il Comune è stato rappresentato e difeso dall’avvocato Francesco Fabrizio Tuccari.