"Più sbirri morti": minacce sul recinto del presepe in piazza Duomo
mercoledì 5 dicembre 2018

Due grandi scritte nere sulla recinzione del presepe che sarà inaugurato sabato 8 dicembre in Piazza Duomo: dura la condanna dell'arcivescovo Seccia.

Insulti e minacce alle forze dell'ordine sulla recinzione del cantiere del presepe in piazza Duomo. Vandali in azione nella notte hanno preso di mira il recinto metallico della Natività in costruzione  che sarà inaugurata il prossimo 8 dicembre. “Più sbirri morti” e “Acab” le frasi comparse, entrambe seguite dalla A cerchiata, il simbolo più noto del movimento anarchico.

Dura la condanna dell’arcivescovo Michele Seccia che si è accorto del misfatto già alle prime ore dell’alba mentre si recava a celebrare l’eucaristia in una comunità di suore.

“Un gesto vandalico e incivile che non ha bisogno di troppi commenti - ha dichiarato Seccia - e che infonde preoccupazione anche in vista dell’apertura del presepe che tra qualche giorno (inaugurazione l’8 dicembre alle 20 ) arricchirà con la rappresentazione più simbolica e più tradizionale del Natale cristiano questo ‘salotto’ barocco”.

“Giunga tutta la mia solidarietà - ha proseguito l’arcivescovo avvicinandosi dopo la messa al luogo del misfatto dove già i carabinieri facevano i rilievi di rito prima di affidare agli operai della ditta che sta realizzando il presepe il compito della rimozione delle scritte nere - a tutte le forze dell’ordine troppo spesso sotto attacco da parte di gruppi che non conoscono il vivere civile e che fanno di tutto per mettere a rischio la quiete e la sicurezza della città”.

“Approfitto di questa infelice occasione - ha concluso Seccia - per manifestare la mia più profonda stima e il mio personale e doveroso ringraziamento alle autorità preposte all’ordine pubblico e a tutte le forze di polizia che a tutte le ore lavorano per garantire serenità e sicurezza alla comunità, spesso nel silenzio e purtroppo, come in questo caso, anche tra le offese e le minacce di gruppi criminali. Spero che questo episodio sia l’ultimo. So bene che già in passato Piazza Duomo e la Cattedrale sono state nel mirino di scritte e danneggiamenti che ne hanno deturpato l’arte e la bellezza: il rispetto delle idee, della cultura, della fede ma anche delle cose altrui, a maggior ragione se fanno parte del patrimonio comune, è il fondamento e l’espressione primaria di ogni libertà”.