Il diffusissimo fibroma uterino si può sconfiggere con l’embolizzazione
sabato 3 novembre 2018

Cisti ovariche, endometriosi e fibrosi uterina: come scoprirle e intervenire. L’innovativo intervento del dottor Tommaso Lupattelli per il fibroma uterino, l’embolizzazione che evita il ricorso alla chirurgia e le recidive. 


Cisti ovariche, pezzi di endometrio fuori controllo e fibromi uterini sono problemi molto diffusi tra le donne. I campanelli d’allarme che qualcosa non va sono il dolore, il ciclo mestruale sfasato e le perdite (spotting). Tutto questo può causare infertilità e altri problemi. Naturalmente bisogna distinguere i diversi casi di “corpi estranei” che crescono nell’organismo. Partiamo dalle cisti ovariche: si tratta di escrescenze dalle forme tondeggianti, fatte di materiale liquido o solido, che nascono nella zona delle ovaie. Queste cisti possono essere funzionali (nate in seguito ad alterazioni del ciclo mestruale) oppure organiche. Nel primo caso si possono risolvere da sole o con la pillola anticoncezionale, che blocca l’ovulazione e permette alle cisti di riassorbirsi. È sempre necessario il monitoraggio del ginecologo. Le cisti organiche, invece, possono creare infiammazioni e disturbi all’intestino e alla vescica: nei casi più gravi potrebbero richiedere un intervento in laparoscopia. Diverso è il caso dell’endometriosi: qui la causa è sconosciuta, anche se si pensa che il problema possa avere un’origine genetica e ambientale (fattori inquinanti). In questo caso la mucosa interna dell’utero, che in genere si sfalda e viene eliminata con il flusso mestruale, resta all’interno. Questi pezzi di endometrio all’interno dell’utero crescono e si infiammano. I dolori possono essere insostenibili. Le terapie possibili per l’endometriosi sono quelle di mettere a riposo ovaie e utero attraverso la terapia estroprogestinica, oppure l’intervento in laparoscopia. 


FIBROMA UTERINO 


Quando parliamo di fibroma uterino (leiomiomi o miomi) dobbiamo tenere presente che è il più diffuso tumore benigno dell’utero: il dottor Tommaso Lupattelli ci spiega che il 25 per cento della popolazione caucasica può sviluppare un fibroma (il 50 per cento tra gli afroamericani). Si tratta di una patologia diffusissima. Anche per questa patologia le cause non sono chiare, ma le donne obese o quelle che hanno familiari già colpiti da questo problema sono molto più a rischio. La visita ginecologica e l’ecografia pelvica può svelarci questo problema che in alcuni casi è asintomatico. Il ciclo con troppo flusso, i dolori e le perdite durante un rapporto sessuale possono essere i sintomi del fibroma uterino. In questo caso la visita specialistica è d’obbligo. Il fibroma meno esteso si può curare anche con la pillola. Spesso è necessaria l’asportazione: isteroscopia, laparoscopia, ultrasuoni focalizzati sono le operazioni che in genere si utilizzano. Ultimamente si utilizza un farmaco che sembra dare buoni risultati nella riduzione del fibroma: l'ulipristal acetato. Il dottor Tommaso Lupattelli, chirurgo vascolare e massimo esperto di embolizzazione, che abbiamo conosciuto in occasione dell’intervento giugulare, utilizza un metodo molto innovativo ed efficace per curare questo tipo di problema.


LA TECNICA SU CUI PUNTA IL DOTTOR TOMMASO LUPATTELLI: ELIMINARE IL FIBROMA UTERINO CON L’EMBOLIZZAZIONE 


Il dottor Lupattelli evitando l’invasività delle tecniche chirurgiche interviene sui problemi della prostata, oppure sul fibroma uterino con la tecnica dell’embolizzazione. “Negli USA è una operazione affermata già da tempo: in Italia si sta affermando negli ultimi anni - spiega il chirurgo vascolare - Le pazienti, dopo l’embolizzazione riescono a salvare l’utero evitando l’Intervento chirurgico. Questa tecnica non presuppone né tagli né bisturi, ma si esegue con un piccolo foro all’inguine da dove si introduce un piccolissimo catetere che andrà a occludere le arterie uterine. In altre parole, togliamo il nutrimento al fibroma bloccando alcuni vasi: così regredisce spontaneamente. In mani esperte l’intervento non dura più di 20-30 minuti. La paziente sotto anestesia locale, come dal dentista, con un po’ di lidocaina all’inguine non sente assolutamente alcun dolore. Dopo l’intervento si torna tranquillamene in reparto: la degenza dura un paio di notti, perché teniamo a bada le contrazioni uterine dopo un intervento e le possibili algie pelviche, che sono molto limitate rispetto a un intervento chirurgico. Gli effetti collaterali più importanti possono essere il dolore perché togliamo sangue a un utero che per 30-40 anni, a seconda dell’età della paziente, ha avuto una vascolarizzazione normale. Con l’embolizzazione, chiudendo le arterie ed eliminando il nutrimento del fibroma (il sangue), l’organismo può reagire con contrazioni e dolore. Una controindicazione che può essere tenuta sotto controllo con degli antidolorifici iniettati per via endovenosa”. Si procede a questa tecnica quando siamo di fronte a dei sintomi come eccessivo flusso mestruale e dolore. Una donna in età fertile spesso ha la necessità di evitare l’infertilità: un fibroma o più fibromi (fibromatosi) possono rischiare far saltare anche la programmazione di un figlio. Con l’embolizzazione si evita l’intervento chirurgico e si risolve il problema nella maggior parte dei casi. Il vantaggio è la minore invasività e una minore possibilità di recidiva. “Il limite della chirurgia è che rimuove i fibromi maggiori, lasciandone altri che poi si possono sviluppare. Con l’embolizzazione togliamo nutrimento a tutti i fibromi. Nel 97 per cento dei casi riusciamo a salvare l’utero, dove con la chirurgia sarebbe da rimuovere” - conclude Lupattelli. Cisti ovariche, endometriosi e fibrosi uterina: come scoprirle e intervenire. L’innovativo intervento del dottor Tommaso Lupattelli per il fibroma uterino, l’embolizzazione che evita il ricorso alla chirurgia e le recidive. 

Gaetano Gorgoni