Consiglio, passa la delibera sul riequilibrio. Prima Lecce si astiene, pesano le assenze
venerdì 28 settembre 2018
Ai voti la delibera che avvia il procedimento previsto per gli enti in predissesto. Perrone: "Scelta drastica non necessaria".  Prima Lecce si astiene.

Approvata con 13 voti favorevoli, 9 contrari e 3 astenuti la delibera sul riequilibrio pluriennale che dà il via alla procedura di predissesto per l'ente di Palazzo Carafa. Sull'esito finale della votazione ha pesato l'assenza di una larga fetta di consiglieri dai banchi dell'opposizione che, tuttavia, si è fatta sentire con gli interventi critici dei consiglieri Bernardo Monticelli Cuggiò, Michele Giordano, Gaetano Messuti, Angelo Tondo e soprattutto dell'ex sindaco Paolo Perrone. Quest'ultimo è tornato a contestare il calcolo che ha portato a mettere sul tavolo il disavanzo da 30 milioni di euro, accusando il sindaco di voler condannare l'ente e i cittadini ad altri sacrifici per un “eccesso ragionieristico”: “E' una giornata molto triste – ha detto - stiamo impiccando il Comune di Lecce per un deficit calcolato di 5-6 milioni annui che potrebbero essere recuperati con scelte diverse, meno drastiche e più coraggiose. In dieci anni abbiamo affrontato problemi ben più gravi”.

Prima di Perrone i consiglieri Monticelli Cuggiò e Michele Giordano hanno rilevato come nella comunicazione della Corte Dei Conti non si faccia esplicita richiesta di far ricorso alla procedura 243bis dichiarando il predissesto come ad esempio, è stato per il Comune di Torino: “Perchè aumentare l'addizionale Irpef, chiedere il blocco del turnover, lo stop al salario accessorio e sottoporsi a controlli stringenti semestrali da parte del ministero?”.

“Le ricette proposte da Perrone sono già viste. Quello del sindaco non è autolesionismo ma senso di responsabilità”- ha risposto Antonio Rotundo.

La consigliera di Prima Lecce Laura Calò ha preso la parola a nome del gruppo annunciando l'astensione – poi confermata ai voti da Antonio Finamore: “Non siamo convinti che non ci sia altra strada e chiediamo un ulteriore apprendimento al sindaco” .

“Non c'è nessun obbligo, è una scelta di questa amministrazione per dare risposte credibili alla Corte dei Conti che ci mette in guardia da anni e per mettere al sicuro in via previdenziale le casse del Comune” ha ribadito il sindaco Carlo Salvemini.

Intanto poco dopo l'avvio del consiglio comunale l'avviso di interdizione per un anno nei confronti dei due funzionari comunali coinvolti nell'inchiesta sulle case popolari. I provvedimenti, notificati dalla Guardia di Finanza, riguardano il dirigente al Personale Paolo Rollo e la funzionaria dell'Ufficio Casa Piera Perulli.