Vicenda Chiricò, l'U.S. Lecce smentisce il procuratore: "Nessuna minaccia"
venerdì 14 settembre 2018
La società chiarisce i dettagli della vicenda che ha spaccato la tifoseria giallorossa.  

Nessuna minaccia o intimidazione è arrivata a componenti della società sulla vicenda Chiricò. L'Unione Sportiva Lecce prende posizione a seguito delle dichiarazioni rese ieri dal procuratore sportivo di Cosimo Chiricò, Kael Grimaldi a seguito della messa fuori rosa dell'attaccante brindisino.

“Diversamente da quanto riferito dal signor Grimaldi nessun componente della società è stato mai oggetto di minacce, intimidazioni o pressioni di alcun tipo in relazione alle note vicende inerenti il calciatore Cosimo Chiricò. Nell’alveo di tali ipotesi non può infatti essere certamente ricondotto l’isolato episodio, riferito peraltro in via confidenziale al padre del signor Grimaldi e strumentalmente utilizzato, verificatosi in data 2 settembre 2018, di cui si sono resi protagonisti due soggetti ignoti, i quali hanno rivolto al Presidente delle espressioni irriguardose e comunque non esplicitamente riconducibili alla vicenda Chiricò. 

Al contrario, c’è stata un’unica occasione fortuita di confronto su questo tema tra il Presidente Saverio Sticchi Damiani e la tifoseria Ultras, a Martignano, in data 18 agosto, durante un allenamento (fissato dopo la mancata disputa dell’amichevole con il Nardò), alla presenza di alcuni esponenti delle forze dell’ordine, che si è svolto in modo sereno e civile e si è concluso con cori di incoraggiamento alla squadra”.

L'U.S. Lecce ricapitola poi le tappe della vicenda che ha creato malumori all'interno della tifoseria e spiega il perché della rottura con il giocatore:

“Le valutazioni in ordine all’impiego del calciatore, successivamente all'improvvido diniego opposto dal suo Procuratore al trasferimento a titolo definitivo alla Ternana - che avrebbe garantito, come concordato fin dall'inizio con lo stesso agente, una rilevante plusvalenza per il club senza alcun nocumento economico per il calciatore - sono state concordate con tutte le componenti societarie e tecniche. Tale determinazione, lungi dall’essere stata adottata “per preservare l’incolumità dei componenti della società”, come affermato in maniera irresponsabile dal signor Kael Grimaldi, è invece esclusivamente riconducibile al superiore interesse del Club, al termine del calciomercato, di  “preservare il clima di serenità ed unità tra gli stessi tifosi”ed evitare divisioni che possano compromettere il risultato sportivo, cosi come chiarito nella nota diffusa dal Club.

Nella speranza di aver definitivamente chiarito ogni circostanza sul punto, l’U.S. Lecce, salvo vagliare l’opportunità di tutelarsi nelle opportune sedi giudiziarie, invita  il signor Kael Grimaldi ad astenersi da dichiarazioni che, per contenuti e modalità espressive,  sono non solo disancorate dalla realtà fattuale e connotate da impropri  richiami alla legalità ma, altresì,  suonano come un maldestro tentativo di vendetta mediatica volto a destabilizzare  e screditare società e ambiente”.