Turismo, interviene Federalberghi: "Niente 'flop Salento', Gallipoli è un caso isolato"
venerdì 10 agosto 2018

L'associazione italiana albergatori assicura: "La Puglia continua ad attrarre turisti. Il flop di Gallipoli riguarda solo gli abusivi del settore".

Caso turismo e "Flop Salento": anche Federalberghi interviene per tranquillizzare gli animi assicurando un trend positivo del turismo in Puglia. Secondo l'associazione italiana degli albergatori, la Puglia continua ad attrarre, mentre le notizie circolate circa un "Flop del Salento", sarebbero solo una strategia concorrenziale per alimentare un sistema mediatico sempre più aggressivo, meno analitico e riflessivo e, probabilmente, maggiormente ancorato agli interessi turistici delle solite destinazioni che vedono nella nostra regione ormai uno dei concorrenti più agguerriti.

Secondo Federalberghi quindi, non esiste un caso Salento, esiste un caso Gallipoli che riguarda principalmente un turismo che non passava dalle strutture regolari, il cui calo non colpisce tanto gli albergatori e i ristoratori, quanto chi affittava i garage, i balconi e i terrazzini in nero per l’80% dei casi.  

«Si registra un calo degli arrivi – spiega Francesco Caizzi, presidente della Federalberghi Puglia - soprattutto dei frequentatori della movida di Gallipoli, quel grande flusso di giovani che negli ultimi due anni ha fatto registrare a Gallipoli 500mila presenze ufficiali che diventavano oltre un milione e mezzo secondo i dati dei rifiuti raccolti in una città che conta 20mila abitanti. Ci si era illusi di essere la nuova Ibiza senza aver lavorato né programmato un modello da capitale del divertimento che funzioni, che rispetti le regole e che non sia solo speculazione mordi e fuggi fatta da improvvisati “imprenditori”, supportati da grandi piattaforme web tipo Airbnb, capaci solo di affittare garage, balconi e terrazzini in nero per l’80% dei casi.»

«Per spiegare la parabola repentina del fenomeno Gallipoli – continua il leader degli albergatori pugliesi – non credo sia necessario scomodare le teorie sulla variabilità dei flussi turistici. Molto più semplicemente, le istituzioni pubbliche regionali e locali hanno contato su un boom che sarebbe andato avanti da solo. Nessuno ha mai riflettuto e operato sulle infrastrutture (strade, ferrovie, servizi basilari come l’acqua, ecc.) che sono ancora al livello del pre-boom. Pochi, altresì, hanno compreso i danni che l’abusivismo diffuso avrebbe provocato all’intero sistema turistico, anche al di là di Gallipoli.»

«Non esiste un caso Puglia – conclude Caizzi – i dati che arrivano dal settore alberghiero sono in linea con i numeri dello scorso anno . Certo, eravamo abituati a crescere del 20% annuo. Il 2018, invece, presenta un andamento meno spinto, con alcune aree in calo e altre in forte crescita. Ma noi imprenditori avevamo ben presente la situazione e sapevamo che era in atto la riapertura di alcuni mercati, come quello del Nord Africa, che fino allo scorso anno erano off limits. Dopo un 2017 dei record, il pareggio sarebbe un successo che ci obbligherà anche a raffinare una visione di Puglia turistica, riflettendo su come e cosa migliorare della nostra offerta.»