Isolotti troppo "compromessi", nessuna sanatoria, il Tar boccia il ricorso dell'Isola Beach
domenica 8 luglio 2018

La società ha presentato ricorso contro il provvedimento della Soprintendenza che aveva negato la sanatoria per le opere sequestrate nel 2017.

Un tempo erano due isolotti di straordinario interesse paesaggistico ma ora di “naturalistico” è rimasto ben poco. Per questo la Soprintendenza ha dato parere contrario al mantenimento in sanatoria delle strutture realizzate dall'Isola Beach di Porto Cesareo, finite sotto sequestro nel febbraio del 2017, e il Tar ha respinto il ricorso della società.
Il provvedimento del soprintendente della provincia di Lecce, datato 2 agosto 2017, ha valutato le opere realizzate sull'isolotto – piscina, muretti a secco e strutture ombreggianti - in contrasto con i caratteri paesaggistici del sito vincolato. Un provvedimento contro il quale la società, difesa dall'avvocato Andrea Sticchi Damiani, ha presentato ricorso davanti al Tribunale Amministrativo richiamandosi all'art. 167 del decrerto legislativo n. 42 del 2004 che prevede il possibile accertamento postumo della compatibilità paesaggistica. Nel caso dell'Isola Beach, rileva il Tar, tale norma non è applicabile in quanto “talune opere creano palesemente nuove superfici/volumi: è il caso delle opere descritte in ricorso (ombreggiante in legno; cristalli chiudibili a pacchetto; muretti a secco; piscina e locali annessi).
Il Tar cita, quindi, l'atto della Soprintendenza che è stato impugnato: “Sono stati eseguiti interventi massicci di occupazione del suolo in massima parte a carattere permanente (estese pavimentazioni, piscina) e che, per le componenti amovibili sono state scelte soluzioni con caratteri volumetrici, altimetrici e formali di spiccata artificialità, privi di adeguati elementi di mitigazione d’impatto percettivo. Le superfici degli isolotti appaiono infatti quasi totalmente pavimentate, con minime aiuole e fioriere. Nell’isolotto minore, una vasca di raccolta delle acque è stata trasformata in piscina, ampliandola in forme fantasiose”. Inoltre, rileva il collegio di giudici amministrativi nella sentenza “Nessun rilievo assume la circostanza che le opere in esame insistono su un insieme già fortemente compromesso sotto il profilo paesaggistico, atteso che tale situazione dovrebbe suggerire una moratoria, e non già l’ulteriore compromissione del quadro paesaggistico d’insieme”.