L'Ordine dei medici indossa la "maglietta rossa", De Giorgi: "Riaffermare il valore della vita"
domenica 8 luglio 2018
I medici della provincia di Lecce rispondono all’appello di Libera e indossano la maglietta rossa.

Un mare di magliette rosse per arginare “l'emorragia di umanità" di fronte alle tante morti di migranti in mare. Soprattutto di bambini. E così anche l’Ordine dei medici della provincia di Lecce aderisce all’iniziativa lanciata dal presidente di Libera don Luigi Ciotti, da Legambiente, Arci e Anpi.

Un gesto di responsabilità e di fraternità, come ha spiegato il presidente di OMCeO Lecce, il dr. Donato De Giorgi, intervistato ieri da Salute Salento davanti alla sede dell’Ordine, in via Nazario Sauro a Lecce.

«Non ha più senso stare zitti o girarsi dall’altra parte – ha detto De Giorgi – di fronte a un mare Mediterraneo che anziché luogo di scambio, di pace e di opportunità sta diventando il cimitero delle nostre coscienze. In rappresentanza dei medici della provincia di Lecce – ha aggiunto – credo che sia importante mandare un messaggio forte. Fare il medico – ha precisato il presidente De Giorgi – è sicuramente una grande opportunità e un grande impegno. Ma essere medico – ha puntualizzato – secondo noi è un dovere preciso che deve essere vissuto con orgoglio. Noi pensiamo al valore della vita in assoluto, senza retorica e senza facili buonismi, per riaffermare il valore della vita, soprattutto dei bambini. I medici sono in campo e operano senza distinzione di razza e di credo politico o religioso".

De Giorgi ha quindi insistito sul ruolo del medico nelle società a tutte le latitudini: quello di garantire la salute a tutti

E con riferimento alle condanne che sono state comminate a chi opera per trarre in salvo i migranti ha  aggiunto "Non è più condannabile chi si prende cura dei migranti. O chi asserisce e afferma che è impossibile girarsi dall’altra parte. Invece – considera con disappunto il presidente De Giorgi - questo soccorritore francese che si era preso cura dei migranti era stato condannato a 4 mesi. Ma viene poi assolto con formula piena, perché il fatto, viceversa, è degno di encomio".