Screening mammografico, il rapporto Bersagli promuove l’Asl di Lecce
venerdì 15 giugno 2018

Buoni i risultati dell’adesione allo screening mammografico: la performance dell’Asl Lecce al 78% è tra le migliori in Italia.

“Bollino verde” per l’adesione allo screening mammografico della ASL Lecce. Ovvero un’ottima valutazione della performance: 4,86 punti, su un massimo di 5, grazie ad una percentuale del 78,6, la più alta in Puglia (54% il dato medio) e tra le migliori in Italia. E’ quanto emerge dal confronto, sui dati disponibili del 2017, con le aziende sanitarie delle regioni Veneto (77,4%) e Friuli Venezia Giulia (78,8%) e della Provincia Autonoma di Trento (83,5%), monitorate dal "Sistema di Valutazione delle Performance dei Sistemi Sanitari Regionali", realizzato dal Laboratorio M&S della Scuola Superiore "Sant'Anna" di Pisa, cui aderisce la Regione Puglia. Il “Rapporto Bersagli” 2017, recentemente presentato a Bari, è un complesso sistema di valutazione delle performance dei sistemi sanitari regionali (10 quelle aderenti) che si compone di più di 300 indicatori e che serve a monitorare la capacità di miglioramento della gestione dei servizi sanitari, ossia l'appropriatezza, la qualità dei processi e l'efficienza delle aziende.

I numeri del “Rapporto Bersagli” testimoniano i progressi registrati nel 2017, quando la ASL Lecce ha invitato a sottoporsi a screening 12.295 donne target (tra i 50 e i 69 anni) e di queste hanno aderito 9.664, appunto il 78,6 per cento. Una percentuale molto elevata che conferma la validità delle scelte fatte e rappresenta il viatico per migliorare ulteriormente.

Versante sul quale ASL Lecce sta già investendo risorse umane e strumentali. In quest’ottica va letto l’acquisto e l’entrata in servizio di nove nuovi mammografi di ultima generazione già “schierati” sul territorio, con la possibilità di aumentare le sedi che offrono screening e senologia istituzionale nei Distretti Socio Sanitari (come è successo a Nardò e a Poggiardo con l’inaugurazione del Centro di Senologia) e il numero delle sedute.  L’obiettivo di questa strategia, naturalmente, è allargare ancor più la platea delle donne che entrano nel programma di screening.

Il “bollino verde” incassato dallo screening mammografico, del resto, è un risultato che premia l’impegno del Tavolo tematico della Senologia, al quale la ASL Lecce ha affidato il compito di riorganizzare e migliorare lo screening mammografico e, in generale, la delicata materia della senologia (per le donne fuori dall’età di screening): due veri fiori all’occhiello per l’azienda sanitaria salentina e per la Regione Puglia. Costruiti pezzo per pezzo partendo da un modello basato sulla condivisione di competenze ed esperienze tra tecnici e utenti, personale sanitario e rappresentanti dell’associazionismo, in cui il Comitato Consultivo Misto riveste un ruolo attivo all’interno dell’azienda sanitaria stessa. Il metodo giusto e l’azione concreta, dunque, che si sostanziano nella capacità di fornire informazioni corrette alle donne, in un Cup senologico dedicato (l’unica via d’accesso possibile), in agende personalizzate per le diverse esigenze (dal follow up ai controlli). Strumenti che hanno prodotto risultati tangibili come l’abbattimento delle liste d’attesa (bastano due giorni per un’ecografia mammaria in priorità B), oppure la fattiva collaborazione instaurata con i medici di base, opportunamente coinvolti.

Tutti segnali di una rinnovata e accresciuta sensibilità in tema di prevenzione e, in modo particolare, per la diagnosi precoce delle patologie mammarie, giacché l’elevata adesione delle donne certifica che la cultura e la pratica della prevenzione stanno entrando nel loro stile di vita. Un esito che le statistiche svelano in controluce ma che è decisamente l’aspetto più importante.