Istat, al Sud povertà in aumento. Giordano Anguilla: “Servono politiche lungimiranti”
martedì 15 maggio 2018

Filtrano i contenuti del rapporto annuale dell’Istat che rappresenta un Sud più povero, scomparso dall’agenda di governo. Per il dirigente di Gioventù Nazionale servono politiche che invertano la tendenza.

Mercoledì 16 maggio, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, il presidente dell’Istat Giorgio Alleva illustrerà il ‘Rapporto annuale 2018 - La situazione del Paese’, ma sui media trapelano già i contenuti.

Al Sud un milione e centomila famiglie sono senza lavoro. Gli italiani nella povertà assoluta sono 5 milioni (8,3 % della popolazione residente nel 2017, cresciuta rispetto al 2016, quando era al 7,9%), la crescita rallenta e la disoccupazione tra i giovani del Mezzogiorno raggiunge dati allarmanti.

In 4 famiglie su 100 (1,1 milione) non si percepisce alcun reddito di lavoro (erano 535mila nel 2008). Di queste, secondo Alleva, più della metà (il 56,1 %) è residente nel Mezzogiorno, dove l’incidenza è molto alta: si tratta di 7 famiglie ogni 100, contro le 2 ogni 100 del Nord Italia. 

“L’unico dato positivo rispetto all’anno scorso – commenta Roberto Giordano Anguilla, dirigente di Gioventù Nazionale - è un ridicolo +0,9 di lavoro precario, dato falsato dal fatto che vengono considerati "lavoratori" anche coloro che sono stati impiegati per due settimane nell'arco di un anno intero. Lo stato di salute economico del nostro paese è pessimo, quello del Meridione al collasso”.

“Abbiamo perso – prosegue - troppi anni. Leggi incomprensibili e politiche sull'immigrazione suicide, che hanno impiegato risorse statali per ingrassare gli ‘affaristi dell’accoglienza’, hanno di fatto peggiorato lo stato di salute del tessuto lavorativo nel Mezzogiorno. Le risorse vengono spese male. Le sabbie mobili della burocrazia e una pressione fiscale irrazionale e ingiustificabile hanno fatto il resto. Tra i giovani nel tacco d'Italia regna ormai rassegnazione, in particolare gli studenti hanno smesso di crederci. Per uscire dal pantano della crisi è necessario puntare a una politica economica lungimirante che guardi al futuro dei prossimi 10/15 anni”.

Per Giordano Anguilla, non servono “interventi palliativi che, anzi, peggiorano la già pessima situazione attuale”. La proposta di Gioventù Nazionale mira a sollecitare incentivi fiscali veri per le aziende che assumono giovani. Le imprese devono essere tutelate e aiutate per competere con le rivali europee, e devono poterlo fare qui, in Italia, al Sud, salvaguardando e valorizzando in primis i prodotti italiani.

“Vanno coltivate – spiega - politiche espansive al Sud capaci di generare nuova occupazione puntando su grandi opere strategiche e sul welfare. Ogni altra ricetta sarà, come è già stato, un buco nell'acqua. Infine ricordiamo e sottolineiamo che la ‘purga dell’austerity’ ha avuto il solo effetto di far crescere la disoccupazione e, quindi, il debito pubblico. Non possiamo continuare ad ignorare i tanti errori commessi ed il grido di angoscia per l'assenza di prospettive future”.