Sarparea, via libera al resort di lusso dal Tar. Ma il comitato non si arrende: “Partita aperta”
giovedì 10 maggio 2018

La decisione del Tar di respingere i ricorsi spiana la strada al progetto di resort di lusso. Ma per i ricorrenti la battaglia non è chiusa.

Il resort di lusso nell’uliveto monumentale della Sarparea, a Nardò, potrà nascere: il progetto dell’imprenditrice Alison Daighton, a pochi passi dal mare di Sant’Isidoro, ha ricevuto il via libera dal Tar di Lecce, che ha respinto i ricorsi di ambientalisti e consumatori.

Per i membri del comitato “Salviamo la Sarparea” e dall’associazione Codici Ambiente, però, la sentenza n. 767 del Tar Lecce, “nonostante l’esito apparentemente negativo, lascia comunque aperta e non ancora del tutto chiarita la questione fondamentale da sempre posta in luce”, ossia quella relativa alla “completezza del censimento degli ulivi monumentali, rinviandone il definitivo accertamento ad una fase successiva e finale del procedimento”.

“Infatti – spiegano i ricorrenti - la sentenza si limita a confermare la correttezza esclusivamente formale del procedimento fin qui posto in essere, anche per la mancata impugnazione della delibera di giunta regionale autorizzativa; ma soprattutto rinvia ogni valutazione sulla presenza di ulteriori ulivi monumentali non ancora censiti all'esito della adozione del progetto esecutivo, poiché solo in quel momento l’interesse dei ricorrenti potrà essere fatto valere”.

“Va ricordato – aggiungono - che spetta alla Società Oasi Sarparea l’obbligo di presentare in sede di progettazione il censimento definitivo dell’uliveto e degli ulivi monumentali da sottoporre alla valutazione dell'apposita commissione regionale”.

Pertanto se in quella sede si continuerà a negare l’evidenza, ossia la presenza di un uliveto così vasto da rendere pressoché irrealizzabile la costruzione del Residence, l’associazione Codici Ambiente e il Comitato Salviamo la Sarparea provvederanno ad impugnare il progetto esecutivo, come d'altronde suggerito dallo stesso Tar di Lecce.

Anche il consigliere comunale del Pd, Lorenzo Siciliano, sottolinea come la sentenza non metta la parola fine alla battaglia “contro la gigantesca cementificazione di uno degli ultimi boschi di ulivi monumentali esistenti nel Mezzogiorno”: “La sentenza – ammette -, difatti, mantiene del tutto aperto il tema nevralgico dell'ultimazione del censimento degli alberi ritenuti monumentali e posticipa l'accertamento conclusivo ad una fase successiva del procedimento che è, comunque, agli albori, considerato che sarà il progetto esecutivo quello degno di maggiore interesse poiché rappresentativo pienamente degli interventi concreti, al netto delle buone intenzioni, che la società proponente intende portare avanti e delle prescrizioni del PPTR, il cui rispetto si potrà verificare definitivamente in quella circostanza”.

“Sono convinto – aggiunge - che il comitato salviamo la Sarparea, composto da professionisti e persone che hanno speso una vita per la salvaguardia ambientale, non si lascerà scoraggiare da qualche buontempone che legge le sentenze della giustizia amministrativa in maniera del tutto singolare. Da parte mia continuerà ad esserci, chiaramente, la piena collaborazione con chi in questa battaglia ci sta mettendo anima, cuore e fatica per il solo fine di mantenere immutata la bellezza del nostro paesaggio, tutelando le tante fragilità di un territorio sempre più antropizzato e dunque sempre più oggetto di speculazioni edilizie che lo accompagneranno verso il tramonto con la complicità di qualche politico locale che crede ancora che cemento sia un categorico sinonimo di sviluppo”.