Danneggiamenti durante il corteo No Tap, denunciati 22 attivisti
lunedì 16 aprile 2018
La Digos ha identificato gli autori dei danneggiamenti ai palazzi storici della città durante la manifestazione del 16 marzo. 

A distanza di un mese dai fatti e dopo un lavoro certosino sui numerosi filmati, la Digos ha identificato e denunciato gli autori dei disordini e degli imbrattamenti di beni storici durante il corteo No Tap del 16 marzo. Si tratta di 22 soggetti, tutti già noti alle forze dell'ordine per fatti analoghi, che dovranno rispondere di imbrattamento di cose; getto pericoloso di cose; danneggiamento; resistenza, violenza e oltraggio a pubblico ufficiale; accensione ed esplosione pericolosa; violazione del foglio di via obbligatorio. I denunciati, tra cui anche persone provenienti da altre zone d'Italia, sono ritenuti vicini all'area anarco-antagonista. 

Nei numerosi video realizzati dalla Polizia Scientifica durante il corteo pacifico, sono stati identificati mentre imbrattavano i muri – tra cui palazzi e teatri di importanza storica come il teatro Apollo, la scuola Cesare Battisti e il palazzo delle Poste - lanciavano oggetti contro le forze di polizia ed accendevano artifici pirotecnici. I danneggiamenti suscitarono un coro di sdegno tra i cittadini e anche l’Amministrazione Comunale fece l’appello agli inquirenti al fine di “conoscere i nomi di chi ha danneggiato la città non solo per richiedere a costoro il ristoro dei danni subiti dalla comunità, ma anche e soprattutto per tutelare coloro i quali hanno solo esercitato, partecipando alla manifestazione, un legittimo atto di dissenso tutelato e garantito dalla nostra Carta Costituzionale.”
Il lavoro degli investigatori della Digos è stato certosino: si è proceduto a scansionare frame per frame tutte le foto ed i video in modo da avere la certezza assoluta che il soggetto fosse lo stesso prima, durante e dopo l’atto vandalico e prima e dopo il travisamento compiuto per cercare di non farsi riconoscere.
L’informativa di reato, contenente l’elenco dei nominativi dei responsabili, è stata depositata presso la Procura della Repubblica e ciò consentirà, peraltro, a tutti i cittadini che hanno subito danni, in primis il Comune di Lecce, di costituirsi parte civile nel procedimento penale che verrà instaurato per i fatti su esposti.
Tra i 22 denunciati, 10 erano presenti e furono denunciati per vari reati la sera del 9 dicembre 2017 in occasione del tentativo di assalto al cantiere di San Basilio, dopo aver violato i divieti imposti dall’ordinanza prefettizia.

Le denunce arrivano il giorno dopo l'ennesimo atto vandalico che ha suscitato polemiche in città: una scritta nera di grandi dimensioni, “Valerio libero No Tap” lasciato sul muro dell'ex Convento degli Agostiniani restaurato di recente. Sul tema è intervenuto l'ex sindaco Perrone: “Gli atti vandalici non sono contemplati nel diritto a manifestare, né compresi nella facoltà di esprimere solidarietà a Saverio, l’attivista arrestato nei giorni scorsi per i disordini al cantiere. Si può protestare, ma in questo modo è insopportabile. E anche stupido”. Ci metteremo quanto prima all'opera per rimuovere la scritta - commenta l'assessore all'Ambiente Carlo Mignone -  un atto che - come molti altri che registriamo quotidianamente  in giro per la città - al di là del contenuto, manifesta mancanza di senso civico e di attenzione per lo spazio pubblico. Stiamo per avviare un progetto, grazie al quale ripuliremo i palazzi comunali, dal centro alle periferie, dalle scritte, riportando così decoro e ristabilendo il rispetto che si deve a luoghi che sono beni comuni, di cui tutti dobbiamo responsabilmente avere cura. La prossima settimana concluderemo il censimento di queste scritte nel quale includeremo anche questa che contiamo di ripristinare al più presto”.