Scontri a San Basilio, la Questura si difende: "Signora ferita da ringhiera usata dai No Tap"
martedì 13 febbraio 2018
La Questura risponde alle accuse lanciate dal comitato dopo gli scontri avvenuti all'alba di venerdì.

L’azione degli attivisti no tap del 9 febbraio è stato un attacco rivolto alle forze di polizia: la Questura di Lecce contesta la versione fornita dal Comitato No Tap riguardo agli scontri di venerdì scorso e fornisce una lettura diversa di quanto accaduto, in particolar riguardo al ferimento della signora Annamaria Mangè che si sarebbe ferita copn una ringhiera posizionata dagli stessi attivisti. 

“I circa 40 attivisti, suddivisi tra i due cancelli adibiti all’ingresso nel cantiere dei mezzi delle Forze di Polizia, hanno reso impraticabili quasi tutti gli accessi al cantiere e stavano per rendere impraticabile anche quello presso cui la signora Mangè stava “passeggiando”- “passeggiata” anomala considerato che erano le 6.00 di una rigida e piovosa mattina di febbraio. Nelle immediate adiacenze del cancello erano già state apposte due ringhiere metalliche, grosse pietre e acceso un falò per impedirne l’utilizzazione al momento del cambio turno dei contingenti.

Dopo che un mezzo dell’Arma dei Carabinieri, insieme a due equipaggi della Digos e una autopattuglia dell’Istituto di Vigilanza Alma Roma, erano stati aggrediti con calci e lanci di grosse pietre, c, gli stessi mezzi di polizia venivano poi nuovamente accerchiati ed assaltati con calci ed un fitto lancio di sassi, quando erano in prossimità del cancello 4. Dinanzi a tale aggressione messa in atto da decine di persone è stato necessario l’immediato intervento del contingente di polizia presente nel cantiere, che non aveva altra possibilità di uscita se non da quello stesso cancello presso il quale gli attivisti stavano costruendo una barricata.

Nella circostanza i battenti del cancello sono stati aperti verso l’esterno per l’ovvia ragione di impedire agli aggressori di invadere il cantiere e per consentire, senza alcun ostacolo, l’uscita del personale di polizia. La signora si è fatta male semplicemente perché in quel momento non passeggiava, ma sostava troppo a ridosso dell’unico cancello da cui erano costrette ad uscire le forze di polizia, in soccorso dei colleghi all’esterno Ulteriore affermazione non rispondente ai fatti è quella in cui si sostiene che la signora colpita dalla ringhiera non sia stata soccorsa dal personale di polizia presente sul posto: la circostanza è smentita sia da un contatto telefonico registrato alle ore 06.44 dalla Sala Operativa della Questura e dalla Centrale del 118, ma anche dalla stessa signora che a caldo dichiarava di essere stata aiutata dai poliziotti. Infine la prognosi di 7 giorni con codice verde in uscita appare scarsamente aderente alla “cruenta dinamica” dei fatti riferita dalla signora ai giornalisti”.

A sostegno della ricostruzione, la Questura ha fornito anche un video e l'audio della telefonata al 118 da parte di un agente di Polizia che chiedeva l'intervento di un'ambulanza per soccorrere la donna ferita.