Emergenza rifiuti addio (o arrivederci)
giovedì 15 luglio 2010
Dopo aver sfiorato una clamorosa crisi, Lecce torna alla normalità. L’assessore all’Ambiente Garrisi: “Grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla risoluzione del problema”
 
Nelle ultime due settimane la città di Lecce ha vissuto giorni assai difficili: il surplus di pattume venutosi a creare nei giorni successivi alla “Notte Bianca”, con l’avvento nel Salento di migliaia di turisti, ha fatto sì che molte zone del capoluogo fossero invase da centinaia di sacchi di rifiuti e quant’altro. I cassonetti erano stracolmi, e l’impianto di biostabilizzazione di Cavallino in tilt. Testimonianza di ciò sono state le lunghe code di camion adibiti alla raccolta e rimandati sistematicamente al mittente. Insomma, si è sfiorata una vera e propria emergenza. L’assessore provinciale all’Ambiente, Gianni Garrisi, non ha perso tempo e ha voluto prendere in mano le redini della situazione in prima persona. In una riunione nei giorni scorsi che ha visto la presenza di tutti i soggetti interessati si sono prese decisioni rivelatesi poi adeguate per la risoluzione del problema. 
Lecce è oramai prossima ad un ritorno alla normalità. Diverse criticità resistono in alcune vie del quartiere di San Pio e dei Salesiani, ma anche in questo caso la normalità è prossima al ritorno. Proprio l’assessore Garrisi, da noi interpellato, ci spiega come si è potuti arrivare alla soluzione: “Ho passato il sabato e la domenica a studiare la situazione. Lunedì, invece, ho voluto operare sul campo per la raccolta di indispensabili dati. Martedì ho dovuto ritornarci, in quanto i dati di cui parlavo in sostanza non quadravano”. Alla domanda se Lecce possa aver subito delle conseguenze da un punto di vista prettamente turistico, risponde convinto: “La città non subirà alcun danno d’immagine. Il disagio vero è durato pochi giorni, ma nonostante ciò ci spiace che i turisti presenti nei giorni più critici abbiano potuto constatare una situazione disagevole.  Se non mi fossi mosso io -continua Garrisi-, l’avrebbe fatto qualcun altro. Tutte le soluzioni messe in atto sono state condivise dai soggetti interessati. I ringraziamenti vanno a tutti coloro che anno concorso al rapido ripulimento della città: tra gli altri, un plauso va soprattutto a coloro che hanno prolungato i loro turni di lavoro, come ad esempio i netturbini e gli autotrasportatori”. Colui che ricopre uno dei compiti più gravosi come l’essere assessore all’Ambiente di una città come Lecce, ha inteso sottolineare l’impegno di tutti coloro che hanno sconfitto il profondo disagio venutosi a creare, senza voler passare come i “salvatori della patria”. Il colloquio si è concluso con l’individuazione della soluzione finale, ovvero “la costruzione di un termovalorizzatore”. 
Infine, tanto per restare in tema, c’è da registrare la pacifica rivolta dei netturbini. Il rappresentante sindacale della Cisal, Perrone, mette in guardia i Comuni inadempienti in virtù di una “quattordicesima” non ancora conferita, paventando l’ipotesi di uno sciopero che potrebbe rivelarsi davvero di carattere esiziale per la città. Pericolo, questo, che incombe anche nell'Ato Lecce 2. Se le ditte non vengono pagate, ritardano a loro volta il pagamento degli stipendi ai dipendenti. I Comuni inadempienti in tutta la provincia sono numerosi e qualcuno è arrivato persino a non pagare in segno di protesta. Ma ora è la protesta di chi raccoglie la spazzatura a fare più paura.    
 
Francesco Covella