Blitz al mercato ittico: poche regole, lavoratori in nero e pesce con parassiti
sabato 15 luglio 2017

L’operazione congiunta ha dimostrato una serie di anomalie e di attività non autorizzate nell’area: rivendite di pesce trasformate in ristoranti, prodotto ittico in cattivo uso e altro ancora.  

Rivendite di pesce trasformate in ristoranti non autorizzati, suolo demaniale occupato abusivamente, lavoratori in vero e pesce in cattivo stato di conservazione: c’è questo e altro ancora nel blitz al mercato ittico di Gallipoli, voluto dal Prefetto di Lecce, nel corso della Riunione tecnica di Coordinamento, con l’obiettivo di ripristinare la legalità nella struttura.

Da qui è scattata l’operazione congiunta delle forze dell’ordine (Polizia di Stato, carabinieri, Guardia di Finanza, Capitaneria di Porto, con la collaborazione dell’Ispettorato del Lavoro, dell’Asl e dello Spesal), con la chiusura dei varchi di accesso all’area, ad opera della polizia, che ha consentito la messa in sicurezza del luogo interessato, impedendo a taluni soggetti di sottrarsi all’identificazione e contenendo sul nascere reazioni inconsulte da parte degli esercenti.

Controllate le cinque pescherie e l’unico ristorante all’interno. Presso due esercizi di rivendita al dettaglio di prodotti ittici era in corso attività non autorizzata di somministrazione di alimenti e bevande: in pratica, c’erano tredici avventori, seduti ai tavolini, intenti a consumare pesce crudo e cotto, pane e bevande, come in un ristorante. Le persone, tra cui tre minori, venivano identificate. Inoltre si rilevava l’occupazione abusiva di suolo demaniale marittimo a carico di quattro degli esercizi controllati; si notificava il provvedimento di divieto di vendita dei prodotti ittici e molluschi fuori dalla struttura in muratura.

Sui 19 dipendenti identificati, 10 lavoratori risultavano privi di documentazione obbligatoria (lavoratori in nero) e 5 collaboratori familiari non erano stati assicurati presso l’Inail; in entrambi i casi veniva redatto e notificato al titolare dell’attività un provvedimento di sospensione, con decorrenza differita alle ore 12 di lunedì 17 luglio e contestate sanzioni amministrative connesse per l’importo complessivo di 40mila euro.

Venivano sequestrati circa 354 kg di prodotti ittici per cattivo stato di conservazione con presenza di parassiti (Anisakis simplex) e senza etichetta che indicasse la tracciabilità del prodotto.

Sono in corso ulteriori accertamenti per verificare la posizione dei titolari delle attività in relazione al pagamento dei canoni concessori ed in materia di sicurezza sul lavoro.

Anche l’Enel, interessato per la verifica degli allacci, ha rilevato anomalie nei quantitativi di energia elettrica consumata nelle ore notturne, riservandosi di effettuare un monitoraggio approfondito.