"Lu Paulinu te Lecce"
giovedì 11 febbraio 2010

“Lu Paulinu” leccese, maschera adottata anche dal carnevale di Martignano e dell’intera Grecia Salentina, ha invece origini più incerte, come pure incerta è l’epoca in cui il personaggio in questione visse. Dalla leggenda che racconta la storia e le gesta si intuisce però che lu Paulinu sia vissuto probabilmente in età feudale. Periodo “triste” del passato  in cui l’obbedienza al principe motivava una soggezione incontestabile e la miseria di un popolo composto da contadini, braccianti agricoli e modesti artigiani spingeva ad estremi rimedi per riparare ad estremi mali. E per genti costantemente affamate (come appunto “lu Paulinu”), il carnevale rappresentava la rara, se non unica occasione per concedersi a smisurate e luculliane abbuffate, prima del ritorno alla grama vita di tutti i giorni. Ma per coloro che il cibo era un’abitudine più misera della stessa loro esistenza, simili contingenze festaiole potevano rappresentare un pericolo, ed il rischio di indesiderate indigestioni spesso fatali era sempre dietro l’angolo. Come accadde, purtroppo, a “lu Paulinu”, contadino misero e vestito di stracci, che proprio nel giorno di Carnevale lasciò questa vita per …sazietà. E quindi per indigestione. Nell’immaginario popolare e collettivo, la morte “de lu Paulinu” è rappresentata con un fantoccio di stracci disteso su un carretto trainato da un somaro. Un triste ultimo viaggio terreno mentre un gruppo di improbabili prefiche piangono e si disperano per l’amico che non c’è più.

 

Daniele Greco