La doppia vita delle isole ecologiche
venerdì 22 gennaio 2010

L’Axa ha in cantiere di spostare l’isola di via San Nicola nell’ex mattatoio antistante

 

Di giorno funzionano da piattaforme ecologiche per il conferimento monomateriale dei rifiuti, centrali operative all’avanguardia per la raccolta differenziata sul territorio. Di notte si trasformano in terrificanti discariche a cielo aperto, luogo d’esempio dell’inciviltà cittadina nello smaltimento della spazzatura. Questa è la doppia vita delle tre isole ecologiche presenti a Lecce. Un racconto alla “Dottor Jekyll e Mister Hyde” che esplicita tutti i paradossi della gestione dei rifiuti nel capoluogo salentino. Succede regolarmente, infatti, che terminato l’orario di apertura delle isole, intorno alle 13, molti cittadini continuano a conferirvi rifiuti, accatastandoli qua e là come capita. Il risultato è che dal pomeriggio le isole si trasformano in vere e proprie minidiscariche a cielo aperto e restano in questa condizione a volte anche per giorni, dato che il mattino seguente gli operatori non sempre sono attrezzati per smaltire l’ulteriore mole di rifiuti che è stata depositata.
Le isole ecologiche sono state ideate come punto d’eccellenza per agevolare il cittadino nel conferimento differenziato dell’immondizia. Esse prevedono anche un sistema di incentivo al loro utilizzo: tutti i residenti, infatti, hanno la possibilità di accumulare dei punteggi, calcolati sulla base del peso dei rifiuti conferiti, che danno diritto alla vincita di alcuni premi. Evidentemente, però, alcuni cittadini non hanno ben capito il regolamento o forse l’hanno inteso troppo alla lettera. Tant’è che continuano a depositarvi rifiuti a tutte le ore, anche quando le isole sono chiuse. A riscontrare i problemi maggiori sono le due isole affidate ad Axa, la società che con Ecotecnica ha in appalto la gestione dei rifiuti nella città di Lecce.
A spiegare il perché è Giovanna Bellio, responsabile marketing e comunicazione dell’Axa: “L’isola in via Marinosci è sita nei pressi del mercato. Dopo che l’addetto smonta, molti operatori mercatali continuano ugualmente a sbarazzarsi della loro immondizia nell’isola. Quella in via San Nicola, invece, è la più nascosta e si presta bene all’operato degli incivili che vi conferiscono rifiuti d’ogni tipo, anche rifiuti ingombranti e rifiuti speciali pericolosi come l’amianto”. Non è difficile individuare la causa di questa diffusa cattiva abitudine. “Il problema è l’inciviltà delle persone e combatterci sembra un’impresa impossibile -sottolinea la Bellio-. Non basta la buona comunicazione. Di quella ne facciamo tanta, ma con scarsi risultati. Ormai, ad esempio, tutti sanno che c’è un servizio di Axa per i rifiuti ingombranti, e che basta telefonare e gli addetti vengono a prenderli da sotto casa. Eppure ci sono molti che, pur sapendolo, preferiscono portarli comunque all’isola ecologica chiusa”.
Ma se combattere contro le cattive abitudini è impresa impossibile, quali i rimedi allora? “Axa ha individuato una soluzione per l’isola in via San Nicola -conclude la Bellio-. È stato già approvato infatti il progetto per trasferirla al chiuso, nell’ex mattatoio antistante. Ma per le altre due una soluzione praticabile ancora non c’è.”

 

Giorgio De Matteis