Parole di sabbia
venerdì 15 gennaio 2010

Secondo il presidente provinciale del Sindacato Italiano Balneari, Luca Mangialardo, il fenomeno dell’erosione delle coste salentine ormai è giunto ad un punto limite, mettendo a rischio l’intero comparto turistico: prevenzione e interventi adeguati sono stati gravemente disattesi soprattutto da parte degli uffici regionali

 

Il presidente provinciale del Sib, Sindacato Italiano Balneari aderente a Confcommercio e che conta circa 10mila aziende, Luca Mangialardo, è drastico: “Se la politica non smette di essere miope, i danni per l’economia salentina e per il futuro turistico saranno incalcolabili”. Le recenti mareggiate di scirocco che hanno sconvolto la fisionomia delle coste salentine sono solo la punta dell’iceberg di un fenomeno che ormai è conosciuto da anni e che contro il quale non ci sono mai stati interventi risolutivi e che abbiano permesso di scrivere la parola fine. L’attenzione mediatica per la querelle di qualche anno fa tra Lecce e Brindisi per il ripascimento delle spiagge di San Cataldo, non ha portato gli enti, secondo Mangialardo, ad interessarsi proficuamente del problema. Le tante discussioni, le azioni politiche, i ricorsi giudiziari che hanno accompagnato la questione si possono ancora una volta inquadrare in un’ottica campanilistica, ma non certamente in un quadro generale di prevenzione.
E lo stesso dicasi per il Piano Regionale delle Coste: “Parliamo di uno strumento vuoto, che descrive la condizione delle rive pugliesi, in fenomeni di erosione ma senza mettere a punto alcun tipo di intervento pratico per quello che ogni anno accade sempre più di frequente. Non posso non lamentarmi, come responsabile del Sib, con l’assessorato regionale alla Trasparenza ed alla Cittadinanza Attiva retto da Guglielmo Minervini, proprio di un piano regionale che non è riuscito a prevedere alcun tipo intervento sul problema reale e continuo dell'erosione. E il maltempo che, in queste ultime settimane, sta flagellando le coste e sta causando gravi danni materiali agli impianti non potrà non avere gravi ripercussioni sulla programmazione della stagione balneare 2010 ormai in fase di definizione. Nei casi più estremi, inoltre, il futuro di alcuni stabilimenti balneari sembra essere irrimediabilmente compromesso”.
Porto Cesareo, ma anche Otranto e Castro sono località che sono pronte a chiedere lo stato di calamità allo Stato: “Ci attiveremo da subito per richiedere le indennità -assicura Mangialardo- come già fatto in molte località colpite dalle forti mareggiate e situate in Liguria, Toscana, Lazio, Campania e Calabria. Un’azione necessaria soprattutto per consentire alle imprese di riparare i danni subiti e riprendere la normale attività in vista dell'imminente partenza della prossima stagione”. Eppure dei rimedi ci sarebbero e si potrebbe iniziare a porvi rimedio da subito: “Il dragaggio delle cave marine di sabbia e l’utilizzo dei pennelli soffolti, vale a dire massi di pietra o tubi elastici posati sul fondo del mare che riducono l'azione delle correnti sull'arenile, possono essere un ottimo deterrente alla potenza delle onde marine spezzandone la corsa e attenuandone la forza. Il fenomeno purtroppo riguarda non solo l’intero Salento ma, in Puglia la costa ionica in particolare e più in generale l’Italia nella sua interezza. Il problema è che mentre in altre Regioni si è cominciato per tempo a porre rimedi intervenendo in maniera organica, qui siamo come al solito alla conta dei danni”.