Operazione Vortice Dejà Vù: 4 secoli di carcere per traffico di stupefacenti, estorsioni e usura
venerdì 24 giugno 2016

Ieri la sentenza al termine del rito abbreviato: l'operazione ha smantellato le nuove rotte del fiorente mercato degli stupefacenti.

Quattro secoli di carcere a carico di decine di persone coinvolte a vario titolo nel traffico di stupefacenti. È giunto al termine il processo in abbreviato relativo all'operazione Vortice Deja Vu, che ha smantellato una grossa rete dedita al traffico internazionale di stupefacenti, all'estorsione e all'usura. Grazie alle indagini partite dai carabinieri del Nucleo investigativo del comando provinciale di Lecce, guidato dal capitano Biagio Marro, econdotte insieme ai colleghi del Ros di Lecce, sono stati assicurati alla giustizia i membri di un'associazione a delinquere che puntava a creare nuovi equilibri e nuovi proventi alla sacra corona unita, messa a dura priva dalle precedenti operazioni di polizia che ne avevano smembrato i vecchi assetti.

Il gup Stefano Sernia, nell’aula bunker di Borgo San Nicola, ha condannato gli imputati ad oltre 400 anni di carcere, a fronte di una richiesta iniziale del pubblico ministero di 600.

In particolare le condanne inflitte riguardano Sergio Notaro, detto ‘Panzetta, 20 anni di reclusione;  39 anni a Cyril Cedric Savary; 14 anni e quattro mesi per Gianluca Candita; 11 anni e otto mesi per Giovanni Tramacere; 6 anni e sei mesi per Danilo De Santis; 14 anni per Marino Manca; 16 anni a  Roberto Napoletano; 6 anni per Antonio e Patrizio Pellegrino; 8 anni e otto mesi per Patrick Colavitto; 3 anni per Gianluca De Blasi ; 8 anni e otto mesi per Angelo Di Pierro; 20 anni per Gaetano Diodato; 4 anni e quattro mesi per Cosimo Emiliano Palma; 3 anni per Andrea Pierri; 9 anni per Fathi Rahmani; 8 anni e dieci mesi per Stefano Renna; 6 anni e sei mesi per Ilde Saponaro; 10 anni e otto mesi per Emiliano Vergine; 3 anni ed quattro mesi per Franco Pierri; 6 anni e quattro mesi per Fabio Caracciolo; 6 anni e due mesi per Damiano De Blasi; 5 anni per Liliana De Tommasi; 8 anni e otto mesi per Angelo Napoletano; 7 anni per Alberto Russo; 5 anni e due mesi per Antonio Serratì; 3 anni e otto mesi per Emanuela Spalluto; un anno e 8 mesi per Andrea Valentino; un anno e otto mesi per Nicola Pierri; 7 anni e quattro mesi per Saida Bruni, detta Margot; 8 anni per Paolo Scazzi; 4 anni e sei mesi per Alessandra Amira Bruni; 3 anni per Vincenzo Stippelli; 6 anni e sei mesi per Ivan Miglietta; 2 anni per Vladimiro Cassano; 5 anni e otto mesi Salvatore Elia; 2 anni e quattro mesi per Gianluca Tamborrini; 6 anni e quattro mesi per Luca Mita; 6 anni e quattro mesi per Alessandro Caracciolo; 6 anni e otto mesi per Simone Casilli; 7 anni e otto mesi per Stefano Guadadiello; 4 anni e quattro mesi per Antonio Pierri; 6 anni e otto mesi per Mario Sirsi; un anno e sei mesi per Stefania Viterbo; un anno per Mario Conte; 6 anni e quattro mesi per Francesco Taurino; 7 anni per Luigi Taurino; 4 anni per Vincenzo Carone; 2 anni per Antonietta Ceschi; 6 anni e quattro mesi per Walter Tramacere; otto mesi per Stefano Napoletano; 3 anni per Andrea Spagnolo; un anno sei mesi per Giuliano Marra; 2 anni per Antonella Notaro; un anno e sei mesi per Gianluca Levante.

Alessandro Bruni (assistito dall'Avv. Giuseppe Presicce) è stato assolto con formula piena dal reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, nonostante il Pubblico Ministero avesse invocato nei suoi confronti una condanna a 10 anni di reclusione. Per questo motivo il Giudice ha disposto nei suoi confronti l'immediata scarcerazione; Stessa sentenza per Anna Ursino (assistita dall'Avv. Giuseppe Presicce) assolta con formula piena dal reato di associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, nonostante il Pubblico Ministero avesse invocato nei suoi confronti una condanna a 7 anni di reclusione. Molti degli imputati sono inoltre stati scagionati dall'accusa di associazione di stampo mafioso.

Rigettata anche la richiesta di risarcimento danni dell'associazione antiracket.