Messa in sicurezza del rondò di Collepasso: nuovo rinvio riaccende la polemica
venerdì 24 aprile 2015

La decisione assunta dalla Provincia di Lecce per l’impossibilità di terminare l’opera scatena la reazione del Pd cittadino e salentino che accusa Gabellone di non aver tenuto fede agli impegni presi dopo la tragedia verificatasi nel dicembre scorso.

Un rinvio di due anni (forse più) per il termine, originariamente fissato al 4 giugno 2015, di realizzazione della rotatoria in località “Masseria Grande”, alla convergenza delle strade provinciali Collepasso-Maglie e Casarano-Maglie, lungo l’importante arteria Gallipoli-Otranto: questa la decisione assunta dal Presidente Gabellone con Provvedimento n. 31 del 9.4.2015 “Lavori di manutenzione straordinaria e adeguamento della S.P. 361 (tra la S.P. 69 e la  S.P. 198) e sistemazione della viabilità di servizio. Proroga termine finale dichiarazione di pubblica utilità”.

Queste le motivazioni addotte da Gabellone: “Appare del tutto evidente l’impossibilità di terminare le opere ed i connessi adempimenti della procedura espropriativa entro il termine fissato dalla deliberazione di Giunta n. 144/2010, cioè entro il 04.06.2015, né si è in grado di prevedere la data di conclusione dello stesso”.

I lavori, sospesi da oltre due anni (6 aprile 2013) per le note vicende, non sono mai più ripresi, nonostante le proteste e la mobilitazione di cittadini, partiti, organizzazioni e Comuni per lo  stato di pericolo, abbandono e degrado dell’area.

“La decisione – spiegano i consiglieri comunali Vito Perrone e Pantaleo Gianfreda, il segretario del Pd cittadino, Giuseppe Castellana, e quello provinciale, Salvatore Piconese -, non è accompagnata da qualche indicazione di reale soluzione del problema, nonostante le promesse ‘da marinaio’ fatte il 2 ottobre da Gabellone, che aveva assicurato che ‘i lavori riprenderanno’ dopo la rimozione dei sigilli del 29 settembre”.

“In quell’occasione – sottolineano - aveva accusato il centrosinistra di ‘autorete clamorosa’ per aver tenuto una conferenza stampa presso il rondò per denunciare lo stato di pericolosità e di degrado. Gabellone continua a sostenere nel Provvedimento ‘che i lavori hanno registrato un notevole ritardo determinato dall’intervento dell’Autorità Giudiziaria’ del 19.9.2013, senza, però, specificare che l’intervento riguardava solo una parte assai marginale e che i sigilli sono stati tolti sin dal 29.9.2014. Cosa ha fatto in sette mesi la Provincia per dare una soluzione credibile al problema?”.

“Solo chiacchiere ed aria fritta” – ribattono sottolineando di essere in attesa di conoscere eventuali iniziative della Magistratura - che non ha ancora individuato i responsabili dello scempio nella realizzazione/rimozione delle notevoli opere abusive realizzate e dello sperpero di risorse pubbliche - e della Prefettura di fronte allo scandalo e ad una situazione di pericolo permanente cui sono costretti da oltre due anni cittadini e aziende, che ha già provocato vari incidenti e persino una vittima l’8 dicembre 2014.

Dal Pd cittadino e provinciale si richiama alle proprie responsabilità anche l’amministrazione comunale, finora “incapace di far valere i diritti di cittadini e aziende, costretti da oltre due anni a subire rischi e danni per inefficienze pubbliche e a convivere con una permanente situazione di degrado e di pericolo”.