Regionali, Abaterusso si ritira dopo la condanna. Forse una donna al suo posto in lista
mercoledì 4 marzo 2015

Il vicesindaco di Patù e coordinatore della segreteria provinciale del Pd fa un passo indietro dopo la condanna in secondo grado per bancarotta nel crack Vereto e lo annuncia in conferenza. Il suo posto potrebbe essere preso da Sandra Antonica.

Un passo indietro in vista delle prossime regionali e della sua certa candidatura alla competizione elettorale: Gabriele Abaterusso, coordinatore della segreteria provinciale del Pd e vicesindaco di Patù, si sottrae da solo alla corsa, dopo la conferma della condanna in secondo grado nell’ambito del processo sulla vicenda fallimento del calzaturificio Vereto di Morciano di Leuca. La Corte d’Appello ha ritenuto Abaterusso responsabile di bancarotta per distrazione nel crack dell’azienda, di cui è stato amministratore.  

Nella conferenza stampa presso la sede leccese di Via Tasso, affiancato dal segretario provinciale, Salvatore Piconese, Abaterusso ha spiegato: “La mia rinuncia non arriva per impedimenti relativi al codice etico del partito né per l'applicazione della legge Severino che riguarderebbe solo il mio ruolo nel Comune di Patù: lo faccio per un forte senso di responsabilità nei confronti del partito e per non rischiare di danneggiare la battaglia del candidato Michele Emiliano cui comunque non mancherà il mio appoggio”.

Una decisione a cui, però, lo stesso Abaterusso è giunto dopo qualche giorno di riflessione, una prima dichiarazione di intenti votata a non smarcarsi dalla candidatura eventuale e dopo le polemiche interne al partito, con lo stesso Emiliano a sottolineare che ci fosse un “problema”.

Intanto, già da ieri un gruppo di 40 giovani esponenti del Pd locale, alcuni dei quali amministratori locali, hanno firmato un appello, chiedendo che alle prossime elezioni non vengano presentati candidati con condanne a carico: “Chiediamo al nostro partito, al Partito Democratico – scrivono -, di ritessere la tela con gli elettori e con la cittadinanza attraverso l'impegno concreto e diretto: nessun candidato alle prossime elezioni regionali dovrà avere alcuna condanna in alcun grado di giudizio. Una proposta di buonsenso, un primo passo verso una partecipazione sempre più attiva, una democrazia sempre più compiuta ed un Sud senza più l'ombra delle illegalità”.

Il messaggio, quindi, supera la situazione dello stesso Abaterusso e chiama la segreteria provinciale a scelte chiare. E ovviamente, vista l’assenza diretta nella competizione da parte dello stesso vicesindaco di Patù, il suo posto sembra far gola a tanti possibili candidati. Si ipotizza addirittura che a sostituirlo possa essere il padre, Ernesto, politico di lungo corso, ma l’operazione non parrebbe ideale per ragioni di opportunità. L’alternativa potrebbe essere quella di Sandra Antonica, ex sindaco di Galatina,

In corsa da tempo, invece, ci sono Loredana Capone, Sergio Blasi e Antonio Buccoliero (entrato nel Pd di recente), alla ricerca della conferma del proprio posto al consiglio regionale. I nomi nuovi sono invece quelli di Ada Fiore, sindaco uscente di Corigliano d’Otranto, e del renziano leccese, Paolo Foresio. Ma occorre tenere conto che i seggi a disposizione per la provincia, che andranno alla coalizione vincente saranno appena sei, probabilmente tre o quattro al Pd in caso di successo. Quindi, la lotta per le preferenze rischia di diventare all’ultimo voto.