Stop all'ecotassa, il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dei comuni salentini
venerdì 29 agosto 2014
I giudici di Palazzo Spada hanno dato ragione ai comuni salentini bloccando l'efficacia del provvedimento regionale che "puniva" gli enti che raggiungevano basse percentuali di raccolta differenziata.

Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso proposto da 51 comuni della provincia di Lecce contro l'ecotassa imposta dalla Regione Puglia. I giudici hanno ritenuto fondate le argomentazioni presentate dagli avvocati Pietro e Luigi Quinto sospendendo in via cautelare la determina regionale entrata in vigore il 27 dicembre scorso che ha fissato la tariffa massima di 25,82 euro a tonnellata, per il conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati da parte degli enti che non raggiungono buone percentuali di raccolta differenziata. Secondo quanto rilevato dai giudici di Palazzo Spada il provvedimento viola i criteri applicativi della legge statale del 1995 che ha istituito l'ecotassa,

La Regione ha ritenuto che la riduzione del tributo operi esclusivamente in relazione alla percentuale di raccolta differenziata raggiunta da ciascun comune sia in valore assoluto sia come incremento rispetto all’anno precedente. Con ciò di fatto disapplicando la legge statale che utilizza come dato essenziale la qualità del conferimento in discarica come “scarto” come effetto di un previo ed idoneo processo di trattamento.

Nel ricorso, è stato evidenziato come il sistema impiantistico per il trattamento dei rifiuti della provincia di Lecce determina lo smaltimento in discarica del 24 per cento, la più bassa della Puglia.

In buona sostanza non è rilevante il momento iniziale del sistema di raccolta, che può portare addirittura a un conferimento in discarica in percentuali notevolmente superiori, ma il momento finale: cioè quello che residua dal trattamento e quindi la natura di scarto rispetto al processo di recupero.

Il Consiglio di Stato ha altresì rilevato un’ingiustificata disparità di trattamento con i Comuni della Provincia di Taranto posta in essere dalla Regione Puglia che, pur in presenza di condizioni analoghe in ordine al ciclo di trattamento dei rifiuti nelle due province, ha ritenuto applicabile il beneficio premiale statale solo in favore di Taranto e non anche di Lecce.

Il risparmio complessivo per l’anno in corso sarà di circa 3milioni di euro, con l’ulteriore possibilità per i comuni interessati di chiedere alla Regione Puglia il rimborso delle maggiori somme finora pagate a partire dall’entrata in funzione dell’attuale sistema impiantistico di trattamento dei rifiuti (2009) per un importo complessivo che si calcola intorno ai 10 milioni di euro.