Emergenza abitativa: la storia di Tahir, da nove anni alla ricerca di una casa
lunedì 16 giugno 2014
Nove anni con la famiglia in una casa parcheggio per poi vedersi assegnato un appartamento non ancora abitabile: la storia di Tahir.

Una convenzione fra Comune e Iacp per consentire la ristrutturazione delle case popolari di più vecchia costruzione. Per consentire agli inquilini, che spesso si vedono assegnate case ai limiti dell'agibilità quando non inagibili, di restaurare tutto, rifare gli impianti e scomputare poi le spese sostenute dai canoni d'affitto pagati all'Iacp. È questa la soluzione proposta dal consigliere Giampaolo Scorrano, di Io Sud, a Comune e Iacp per risolvere casi come quelli di Tahir Beluli, albanese d'origine, al quale un mese e mezzo fa l'Istituto autonomo case popolari ha assegnato un appartamento al piano terra di un palazzo in via Machiavelli, al civico 11.

Tahir ha vissuto per nove anni in una casa parcheggio comunale, di 38 metri quadrati, insieme a moglie, suocera e due figli. E dopo tutto questo tempo trascorso in cinque stipati in un "buco", ha visto finalmente coronato il suo sogno di una casa nuova, più adatta alla sua famiglia. Salvo poi scoprire che quella casa, che l'Iacp ha ritenuto degna di assegnazione, non aveva nemmeno l'impianto elettrico. Tutto da rifare: impianti, tapparelle, intonaci. Le piastrelle della cucina sono attaccate con il nastro adesivo, i cavi elettrici penzolano da muri e i battiscopa sono cadenti. "Quella casa - spiega il consigliere Scorrano, cui Tahir si è rivolto chiedendo aiuto - non è agibile e non è sicura: sono necessari diversi interventi di ristrutturazione, che costeranno qualche migliaia di euro". Ma l'Iacp, a Tahir, ha detto di non avere denaro sufficiente: "Potremo rifare - hanno specificato - soltanto l'impianto elettrico".

Da qui la proposta di Scorrano, che verrà formalizzata in una delibera presto all'esame della commissione Lavori pubblici e del Consiglio comunale: "Iacp e Comune dovrebbero sottoscrivere una convenzione e costituire una commissione ad hoc che stabilisca, per ciascun alloggio in queste condizioni, gli interventi necessari e il loro costo. Poi i due enti dovrebbero autorizzare gli inquilini a intervenire a spese proprie e, a lavori ultimati, scomputare quelle spese dai canoni d'affitto dovuti all'Iacp". Così facendo, il Comune riuscirebbe - specifica Scorrano nella delibera - ad "azzerrare ogni disparità di trattamento fra cittadini che hanno avuto assegnata una casa nuova, come quelle di via Potenza, e cittadini ai quali, invece, è toccata in sorte una casa vecchia e inabitabile, com'è il caso di via Machiavelli". La parola passa al Consiglio e all'Iacp.

agab