Incognite sulla ss 275, le associazioni chiedono risposte certe
lunedì 21 aprile 2014
Dall'azzeramento del progetto allo studio per una viabilità alternativa: ecco le richieste che il Comitato SOS275 avanza alla Regione Puglia.

"Siamo riusciti a far breccia sull’opinione pubblica sgretolando quel muro apparentemente inossidabile fatto di intrecci fra affari e politica". Il Comitato SOS275, che si batte contro la realizzazione della strada statale, complici anche le ultime notizie di cronaca legate al ritrovamento di rifiuti sotto il tracciato della 275, vede più raggiungibili alcuni obiettivi.

"I recenti scandali dei rifiuti interrati sotto il tracciato - si legge in una nota del Comitato -, il rischio dell’inquinamento della falda che emerge dalle indagini della magistratura ancora in corso, ci inducono a rivendicare un ruolo fondamentale svolto dalla cittadinanza attiva del Capo di Leuca che forte del diritto e con il supporto di chi ne è strenuo difensore fanno sì che il vaso di Pandora oggi, finalmente,si svuoti anche della speranza che torna nel mondo pieno di mali, facendolo rivivere".

Le richieste che il Comitato SOS275 avanza alla Regione Puglia, al governo e al ministro Maurizio Lupi sono riassumibili in sei punti: l’azzeramento drastico e definitivo dell’intero progetto della Strada Statale 275 in quanto apertamente viziato sin dalla genetica fase del conferimento di incarico in sub appalto senza gara a soggetto privo di titoli; l’avvio di nuove elaborazioni progettuali di tutto il percorso da Maglie a Leuca che puntino all’utilizzo e alla messa in sicurezza della rete stradale già esistente e alla risoluzione dei problemi di attraversamento delle aree urbane; no alle 4 corsie da Montesano a Leuca, tipologia di strada assolutamente sproporzionata alle caratteristiche morfologiche e paesaggistiche del territorio interessato; il recupero delle somme erogate per i compensi della progettazione a soggetto privo di titoli ed il loro utilizzo per la bonifica dei siti inquinati individuati sotto il nuovo percorso; la valorizzazione di una viabilità alternativa alle super strade; un’azione immediata di pubblica informazione, con la convocazione di un tavolo di consultazione degli enti locali e delle associazioni ambientaliste e rappresentanti della società civile.