Vertice su coste a rischio. Assente la Regione, ma è scontro tra Melendugno e capitaneria
giovedì 13 marzo 2014
Vertice in Provincia questa mattina tra Comuni della costa adriatica e capitaneria di porto. E' polemica tra il sindaco di Melendugno e il comandante della capitaneria. Potì: "Bisogna ridimensionare ordinanza"; Daconto: "Non fino a quando c'è pericolo".

"La prima comunicazione della capitaneria sul pericolo di crollo della costa risale al gennaio 2012 e ci sono amministrazioni comunali che non ci hanno mai nemmeno risposto". L'intervento del comandante della capitaneria di porto di Gallipoli Attilio Maria Daconto ha infiammato il vertice che questa mattina si è tenuto in Provincia alla presenza delle amministrazioni locali interessate. 

Obiettivo del presidente della Provincia Antonio Gabellone era quello di favorire un dialogo tra Comuni e capitaneria; un dialogo che potesse in qualche modo ridiscutere l'entità dell'ordinanza emessa qualche giorno fa. "Divieto di balneazione, sosta, transito e pesca fino a 50 metri dalla riva" per quasi 20 chilometri di costa: un macigno sull'economia locale di buona parte dei Comuni interessati, soprattutto quello di Melendugno. Il tentativo iniziale di Gabellone è andato, però, a vuoto. Le posizioni della capitaneria e del sindaco di Melendugno Marco Potì sono apparse subito distanti e in aperto contrasto.

"Ho subito pensato che l'ordinanza - ha esordito Potì - fosse troppo severa e generica. Forse c'e stato un difetto di comunicazione tra noi e la capitaneria. Ho chiesto di sospendere l'efficacia dell'ordinanza per favorire uno studio tecnico che valuti lo stato di salute della falesia. Nel frattempo ho chiesto un'indagine suppletiva per individuare i reali punti e le situazioni di pericolo per l'incolumità pubblica e poter così calibrare meglio l'ordinanza. Ordinanza  che oggi ha un effetto molto pesante sull'economia di Melendugno. Non si può scaricare problema sulle singole municipalità; è bene che sia affrontato nel suo insieme da tutte le forze in campo, ognuno con le proprie competenze e responsabilità".

"Sono convinto come il sindaco Potì - ha risposto il comandante Daconto - che bisogna fare presto e attivarci, ma è bene ricordare che la nostra prima comunicazione al riguardo è del 2012. Noi non siamo dei tecnici e non vogliamo penalizzare il turismo salentino. Qualcuno dice addirittura che in questo modo mettiamo in ginocchio l'economia locale. Ma sapete cosa è successo qualche anno fa a Ventotene. La morte di uno o più turisti è molto peggio della chiusura di un tratto di costa. Noi non abbiamo nessun beneficio da questa situazione, dobbiamo solo tutelare la pubblica incolumità. A noi compete il mare e ai sindaci i tratti di terra. Molti Comuni alla sollecitazione del 2012 non hanno nemmeno risposto. A volte sembra di parlare al nulla. Io sino qui dal 20 gennaio, ma miei predecessori da gennaio 2012 lavorano su questo. Capisco la preoccupazione del sindaco Potì, ma ci deve essere organo tecnico che garantisca la sicurezza di quei posti. E serve il parere tecnico della Regione, che a questo tavolo e per questa attività non può non essere attore protagonista".

Il presidente della Provincia si è detto disponibile ad affrontare il problema nella sua complessità, senza cercare responsabili e richiamando le parti a guardare tutte nella stessa direzione. Gabellone ha  poi incaricato il dirigente dell'Ufficio Ambiente della Provincia di chiedere un incontro urgente in Regione con l'Autorità di bacino. 

 agab