"Mai più tragedie simili": la famiglia di Dino e Veronica rompe il silenzio
mercoledì 5 febbraio 2014
Dopo dieci giorni di silenzio, intervengono i familiari di Dino Martina e Veronica Piggini, i due clochard trovati morti in via Taranto: "Grazie a chi ci è stato vicino; ma ora si evitino queste tragedie".

"Abbiamo mantenuto il silenzio fino ad ora per rispetto a Dino e Veronica". La famiglia dei due senzatetto trovati morti in una casa diroccata di via Taranto a Lecce rompe il silenzio dopo dieci giorni di grande riserbo. A parlare a nome di tutti i familiari è Giancarlo Martina, fratello di Dino: "Nonostante da più parti cercassero un nostro intervento, abbiamo preferito tacere. Dolore e rabbia non sono buoni consiglieri e in determinati momenti non è facile trovare la lucidità necessaria. Parole, polemiche, giornali, televisioni: abbiamo ascoltato tutti, anche se non con tutto quello che è stato detto siamo d'accordo. Questa tragedia ha cancellato due vite umane in modo incomprensibile; una morte alla quale non riusciamo a rassegnarci".
"Ci tenevamo a ringraziare pubblicamente la Curia di Lecce e in particolare l'arcivescovo Domenico D'Ambrosio, che ha donato a Dino e Veronica una degna sepoltura - continua Giancarlo Martina -. Siamo rimasti colpiti dalle parole che Don Simone Renna ha dedicato durante i funerali di lunedì scorso a questa morte così ingiustificabile; parole dure che devono scuotere tutti perché, è vero: drammi come quello che stiamo vivendo noi oggi devono essere evitati. Sia chiaro, non abbiamo rancore nei confronti di nessuno, anzi. Abbiamo sentito molta gente vicina a noi in questi giorni; tra loro, persone comuni e amministratori di questa città. A ciascuna di queste persone siamo grati per averci espresso il proprio cordoglio. Ma ci auguriamo, e questo ci teniamo a dirlo, che questo episodio serva veramente a qualcosa. Vorremmo che in futuro - conclude Martina - non ci sia più un rimpianto simile; il rimpianto che abbiamo oggi dopo aver perso per sempre due persone care. Non possiamo permettere che accada di nuovo. Ci sono uomini e donne che vivono lo stesso disagio di Veronica e Dino: la città non può più ignorarle".

agab