Archiviazione per i tre giudici che condannarono Fitto. L'ex ministro si oppone
mercoledì 18 dicembre 2013

La Procura di Lecce ha chiesto l'archiviazione per i giudici baresi che il 13 febbraio scorso hanno condannato l'ex ministro Raffaele Fitto alla pena di 4 anni di reclusione per i reati di corruzione, illecito finanziamento ai partiti e abuso d'ufficio.

Archiviazione per i tre giudici baresi che hanno condannato l'ex ministro Raffaele Fitto per corruzione. Secondo la magistratura salentina, i tre giudici (il presidente della seconda sezione Luigi Forleo, Clara Rita Goffredo e Marco Galesi) agirono correttamente e nessun abuso è ravvisabile nel loro operato. Il fascicolo era stato aperto dopo la denuncia dello stesso Fitto all'indomani della condanna nel processo “La Fiorita” relativo a episodi commessi tra il 1999 e il 2005, quando l'ex ministro era presidente della Regione Puglia.

Il processo riguardava, tra le altre cose, la presunta tangente da 500mila euro data dall'editore romano Giampaolo Angelucci sotto forma di illecito finanziamento al partito di Fitto “La Puglia Prima di Tutto”.

Sulla stessa vicenda Fitto aveva presentato un esposto contro i tre giudici anche al Csm che ha archiviato il procedimento lo scorso luglio. Alla richiesta di archiviazione a firma del procuratore di Lecce Cataldo Motta, ha risposto Fitto che, tramite il suo difensore Francesco Paolo Sisto, ha presentato un'articolata opposizione in cui ribadisce la disparità di trattamento nella trattazione del suo processo (in particolare facendo riferimento alla ravvicinata fissazione delle udienze) rispetto ad altri trattati dalla stessa sezione del tribunale di Bari con tempi diversi.

Tra questi si fa riferimento al processo sulla “Missione Arcobaleno”, che aveva ottenuto nel novembre 2012 un rinvio preliminare di oltre sei mesi ai fini di una declaratoria predibattimentale della prescrizione di tutti i reati. Sull'opposizione alla richiesta di archiviazione deciderà nei prossimi giorni il gip del tribunale di Lecce Antonia Martalò.

(Foto di repertorio)